L’Atalanta risale in classifica, grazie alla vittoria ottenuta ieri davanti al proprio pubblico ai danni del Venezia. Gli orobici, ora, sono decimi a quota 9 punti e, già dalla prossima settimana, potranno mettere nel mirino le posizioni che garantiscono un posto in Europa. Il tris rifilato ai brianzoli ha portato in dote diverse notizie positive al tecnico Maurizio Sarri: Franck Kessie, ad esempio, si è sbloccato trovando la prima rete da quando è tornato a Bergamo mentre Nikola Krstovic ha dimostrato di attraversare un ottimo periodo di forma. Nonostante il successo, però, non mancano gli aspetti e le criticità su cui l’allenatore nerazzurro sarà chiamato a ragionare: in primis, il rendimento di Charles De Ketelaere.

Il 25enne belga sta vivendo un avvio di stagione in salita: per lui, fin qui, appena un assist servito lo scorso 12 settembre nel match perso per mano del Cagliari. Un magro bottino, che stride con le prestazioni offerte dall’attaccante in Nazionale: tra il Mondiale e i recenti impegni di Nations League, infatti, l’ex Milan è andato a segno 3 volte firmando anche altrettanti passaggi vincenti e dimostrando di essere uno dei trascinatori dei Diavoli Rossi. A fare la differenza, è la posizione in campo e, soprattutto, i dettami tattici da rispettare: sotto la gestione di Rudi Garcia, De Ketelaere è sempre stato impiegato nel ruolo di prima punta in modo tale da esaltarne le qualità nella costruzione del gioco e nella concretizzazione della manovra. Con l’avvento in panchina di Mark Van Bommel, il quadro non è cambiato: il classe 2001 ha continuato a ricoprire la funzione di terminale offensivo principale, con evidenti frutti positivi.


All’Atalanta invece, complice la concorrenza formata da Kristovic e Scamacca, De Ketelaere è stato dirottato sulla destra, lontano dalla porta avversaria e con tanto campo da coprire in fase difensiva. Sarri, in particolare, lo ha spesso utilizzato come ala, mentre ieri ha scelto di posizionarlo nella batteria di trequartisti alle spalle del montenegrino. Le risposte fornite dal giocatore, però, non sono state quelle sperate. Anche ieri il belga è sembrato un corpo estraneo, senza mai riuscire ad incidere e a dare la sensazione di poter inventare la giocata vincente in qualsiasi momento. Una prestazione nel complesso deludente, che ha spinto Sarri a richiamarlo in panchina al 60esimo minuto e a far entrare, al suo posto, Lazar Samardzic. All’orizzonte ci sono già le sfide con il Pafos (giovedì) ed il Milan (domenica): la Dea ha bisogno del miglior De Ketelaere per continuare a sorridere e a macinare risultati positivi. A Sarri il compito di rilanciarlo e risolvere l’equivoco tattico.