Quest’estate i club della Premier League hanno speso oltre 3,5 miliardi di sterline in nuovi acquisti, battendo ancora il record di spesa. Più della metà delle squadre ha superato il proprio primato. Anche il Brentford ha partecipato, ingaggiando Mamadou Sangaré (24). Eppure quell’operazione potrebbe rivelarsi un investimento che vale ogni singolo penny. In questa puntata della nostra serie “Hidden Gems”, raccontiamo la storia di uno dei nuovi giocatori più entusiasmanti della Premier League.
La finestra di mercato estiva ha confermato che nessun altro campionato eguaglia la potenza finanziaria della Premier League. Nel corso dell’ultima sessione i club inglesi hanno speso complessivamente – tenetevi forte – oltre quattro miliardi di euro.
Solo nel “Deadline Day” sono stati spesi mezzo miliardo di sterline, con il trasferimento di Enzo Fernández al Manchester City (145 milioni di euro) che ha eguagliato il trasferimento inglese più costoso di tutti i tempi. Più della metà dei club ha battuto i propri record, e le operazioni da 100 milioni di euro o più non si contano più sulle dita di una mano. Quattro dei sei acquisti più costosi di sempre nella storia della Premier League sono stati effettuati quest’estate.
Four of the six most expensive signings in Premier League history were made this summer ✍️💸📈
— Prime Video Sport UK (@primevideosport) September 2, 2026
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Come fanno allora le squadre a competere in questa guerra finanziaria? Basta sperperare anche loro centinaia di milioni? Spesso non basta, come dimostrano le squadre “yo-yo” che negli ultimi anni sono salite e poi ridiscese tra Premier League e Championship.
Una gestione oculata di società e mercato è ciò che permette a un club non di élite di restare stabile in Premier. Il Brighton, tornato in massima serie nel 2017 dopo 34 anni, ne è la prova: da allora è rimasto competitivo e l’anno scorso ha chiuso ottavo.
Molto si è scritto su Tony Bloom, matematico, giocatore professionista di poker e proprietario del Brighton, del club belga Union Saint-Gilles e degli Hearts, secondi in Scozia lo scorso anno. Al Brentford, però, opera un suo stretto collaboratore: Matthew Benham.
Come Bloom, anche Benham – ex banchiere d’investimento – si è fatto un nome nel gioco d’azzardo fondando Smartodds, società di dati e consulenza per scommettitori. Proprio questa scelta ha causato un litigio ventennale con Bloom, tanto che, secondo The Athletic, tra i due è in corso una “guerra fredda”.
In passato Benham ha lavorato con Bloom nella società di scommesse Premier Bet, finché nel 2004 ha lanciato Smartodds, mossa vista da Bloom come un tradimento per la somiglianza del modello di business. Ma torniamo al punto: i loro modelli statistici, alimentati da un database di oltre 100.000 giocatori, funzionano bene sia nel calcio sia nelle scommesse.

Matthew Benham, proprietario del Brentford, qui con l’ex allenatore Thomas Frank.
L’approccio in stile «Moneyball» ha portato successi sia finanziari che sportivi. Al Brentford la sequenza generazionale degli attaccanti è notevole: Neal Maupay ha lasciato il posto a Ollie Watkins, seguito da Ivan Toney, Yoane Wissa, Bryan Mbeumo e Igor Thiago. Ognuno di loro si è rivelato un grande successo.
Questo approccio ha fruttato al club centinaia di milioni. Prima dell’ultima finestra di mercato il Brentford aveva speso più di 35 milioni di euro per un singolo giocatore solo una volta, ma quest’estate ha battuto il proprio record: Mamadou Sangaré, 24 anni, è costato poco meno di cinquanta milioni. Ma chi è?
È la domanda che i tifosi del Brentford si sono fatti. Eppure a Sangaré sono bastati novanta minuti per conquistarli. Nella gara d’esordio contro il Tottenham, in cui ha servito il primo assist della stagione, i supporter più creativi si sono messi all’opera.
I tifosi hanno subito inventato un coro: al suo giro d’onore, dagli altoparlanti è partita «I wanna dance with Sangaré» di Whitney Houston.
🚨Mamadou Sangaré completed his move to Brentford from RC Lens in a €48 million deal this summer
— Bet105 (@bet_105) August 23, 2026
The midfielder registered an assist on Brentford's first goal and has already earned a chant from supporters: "Oh I want to dance with Sangaré pic.twitter.com/s74nqXK1QM
Anche la stampa, dopo l’esordio, ne parlava con entusiasmo. The Athletic ha scritto: «Il debuttante più impressionante è stato il centrocampista del Brentford Sangaré. Ha fatto bella figura perché è bravo».
«Oggi Sandro Tonali doveva dimostrare il valore dei 100 milioni spesi dal Tottenham, ma è stato surclassato da Sangaré, pagato la metà».
«Ha le qualità tecniche e fisiche tipiche della Premier e sembra già un centrocampista completo. Il Brentford potrebbe aver trovato l’ennesima perla rara», ha concluso l’autorevole testata.
Il centrocampista maliano, 24 anni, si è messo in luce la scorsa stagione con il Lens, arrivando secondo in Ligue 1 e venendo inserito nella squadra dell’anno nonostante non giocasse nel PSG.
«La Gauche Magique», «il magico piede sinistro», è il soprannome che si è guadagnato da giovane. Originario di Bamako, capitale del Mali, Sangaré è entrato sin da piccolo nello Yeelen Olympique, uno dei centri di formazione più prestigiosi del Paese.
«Era sempre il migliore della sua classe», ricorda Mohamed Lamine Fofana, detto «Lams», ex tecnico dello Yeelen Olympique per undici anni, in un’intervista a RFI. «Alle cinque del mattino, tre ore prima delle lezioni, si alzava per allenarsi da solo. Ci teneva più degli altri», ricorda Lams. «Elegante», «creativo», ma «non uno che volesse sporcarsi la divisa», scrive la rivista.
«Era un vero numero 10, ma non amava recuperare il pallone in difesa», ricorda Lams. Oggi però Sangaré è considerato uno dei migliori recuperatori d’Europa.

Oggi Mamadou Sangaré è considerato uno dei migliori recupera-palloni d’Europa.
La scorsa stagione, in Ligue 1, nessuno ha effettuato più contrasti vinti né recuperato più palloni nella zona centrale del campo di lui. È terzo per duelli a terra vinti (159) e secondo per tiri da fuori area.
«Ha iniziato come numero 10 in un ruolo leggermente più offensivo», ricorda il connazionale Amadou Haïdara, che ha giocato con lui al Lens e in nazionale. «Oggi è un centrocampista box-to-box capace anche di fare il mediano. Tecnicamente è molto forte e ora segna pure. Per me è un centrocampista completo».
Sangaré è un talento sbocciato in ritardo: da adolescente era considerato uno dei migliori talenti del Mali e per questo il Red Bull Salisburgo lo ingaggiò con un contratto di cinque anni, ma in Austria non lo ritenevano pronto per la prima squadra.
«Non è stato facile quando ho firmato il mio primo contratto a Salisburgo», ricorda Sangaré. «Ho dovuto abituarmi alla lingua, alla cultura e al modo di giocare in Europa».
Per questo è stato prestato quattro volte: prima al FC Liefering, poi allo Zulte Waregem e infine al Graz AK e al TSV Hartberg.
Fu proprio all’Hartberg che attirò l’attenzione del Rapid Vienna. Il club della capitale rimase impressionato dal centrocampista, che sorprese i dirigenti per la sua padronanza del tedesco. A Vienna gli promisero che non avrebbero ostacolato un suo trasferimento qualora fosse arrivata un’offerta da un club più importante. Durante quella stagione con il Rapid, quando Sangaré aveva 22 anni, riuscì finalmente a sfondare. «È tecnicamente molto forte», ha dichiarato a The Athletic il direttore tecnico del Rapid, Markus Katzer.

Mamadou Sangaré è anche uno dei beniamini del pubblico del Rapid Vienna
«Dribbla, trova soluzioni negli spazi stretti e sa riconquistare palla. È un mix tra un sei e un otto, e lavora sempre per migliorare. Era ossessionato dal diventare più forte».
«È anche molto con i piedi per terra», ha aggiunto Katzer. «Si presentava sempre agli allenamenti con le Crocs e su uno scooter elettrico». Quella stagione straordinaria a Vienna ha attirato l’attenzione in Francia, dove l’RC Lens ha pagato 8 milioni di euro per portare Sangaré in Ligue 1.
Al Lens ha subito impressionato, diventando un punto fermo a centrocampo, ha conteso il titolo al Paris Saint-Germain e ha contribuito alla vittoria della Coppa di Francia. Per i club più piccoli il successo ha un prezzo: i migliori partono.
Sangaré non ha fatto eccezione. Ha scelto il Brentford come prossima tappa della sua carriera, nonostante l’interesse di club più importanti. «Gli ho parlato pochi mesi fa», ricorda Tom Saintfiet, allenatore belga che ha guidato anche la nazionale del Mali, in un’intervista a Sky Sports.
«Già allora si facevano nomi di altri club della Premier League – i veri giganti. È sicuro con la palla e intelligente nei passaggi. Ovviamente è incredibilmente forte nel recuperare palla, ma possiede tante altre qualità importanti nel calcio moderno».
Mamadou Sangaré. Complete midfielder. pic.twitter.com/OoBdd3opz9
— Brentford FC (@BrentfordFC) August 31, 2026
«Mettetelo nel Barcellona e, con il suo stile di gioco, avrà un ruolo importante. Ma il Brentford è una buona scelta: sanno scoprire talenti poco noti in Inghilterra. Non sarà la sua destinazione finale; arriverà ai vertici».
A Brentford il pubblico si è già affezionato a lui: «L’entusiasmo è alle stelle», scrive The I Paper. «Hanno la stessa squadra dell’anno scorso, ma hanno sostituito Jordan Henderson con N’Golo Kanté».
In un’epoca in cui Enzo Fernández, Morgan Rogers, Elliott Anderson, Sandro Tonali, Mateus Fernandes e Ayyoub Bouaddi sono stati ceduti per oltre 100 milioni di euro, i 50 milioni spesi per Sangaré sembrano già un affare.
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