Cagliari-Juventus è una gara speciale per Enzo Francescoli.


L'ex attaccante uruguaiano della squadra sarda, tifoso bianconero, ha dichiarato in un'intervista a La Gazzetta dello Sport: "Da bambino sono cresciuto in una famiglia innamorata della Vecchia Signora, ma un pezzo del mio cuore sarà sempre a Cagliari. A quasi 65 anni, mi piacerebbe ancora giocare 5 minuti in rossoblù domenica. La partita la vedrò in televisione, ma tra marzo e aprile verrò a seguire la squadra di Pisacane allo stadio e spero di vederla ancora così in alto in classifica".

"Mi vengono in mente Mazzone e la sua grinta: con me non si arrabbiava mai, ma era un martello, ci spingeva a non mollare mai. Però se ho scoperto il paradiso di Cagliari devo ringraziare soprattutto Ranieri. Claudio mi ha voluto e anche difeso all'inizio".


"Negli anni '90, la Serie A era il sogno di qualsiasi giocatore. A Cagliari eravamo una colonia di uruguaiani: Herrera, Fonseca e io. In Sardegna mi sono sentito amato, ma all'inizio è stata dura in campo: al Marsiglia lottavo per i trofei, qui dovevo adattarmi a giocare per la salvezza. Ranieri una volta mi ha visto in difficoltà: 'Enzo, stai sereno: tu sei un campione e diventerai l'idolo dell’isola'. Fonseca era più pazzo di me, avevamo un bel gruppo: Cappioli, Ielpo, Matteoli".

"Sono sempre stato l'idolo di Zidane? Quando Fonseca giocava nella Juventus, siamo andati a cena tutti insieme a Torino. Zidane era già Zidane, ma era un po' emozionato: mi sembrava strano. Così gli ho detto: grazie per le belle parole, ma l'allievo ha superato il maestro. La prima volta lo avevo incontrato in Giappone e mi aveva confidato che avrebbe voluto chiamare il figlio come me. È un fatto che mi inorgoglisce, ci sentiamo ancora. Io l'idolo di Zizou e lui il mito di mio figlio".


"Sono riuscito a farli incontrare, che scena! Io e Zidane veniamo invitati in Svizzera per una partita tra leggende organizzata dall'Unicef. A cena mio figlio si avvicina a Zizou e gli domanda: 'Qual è il segreto del tuo controllo orientato?'. E Zidane: 'Chiedilo a tuo padre, io l'ho copiato da lui'. Mio figlio si gira verso di me: 'Allora papà eri davvero forte'".

"Per una mattina, nel 1987, di fatto sono stato della Juve. Giocavo nel Racing, a Parigi. L'Avvocato Agnelli mi invita nella sua casa nella capitale francese: 'Francescoli, perché le piacerebbe giocare nella Juve?'. Gli racconto della mia famiglia, innamorata della Vecchia Signora. L'idea di sostituire Platini, il mio modello, e indossare la maglia bianconera era il massimo. Prima di uscire dalla casa, firmo un precontratto con la Juve, poi il Racing blocca tutto. Qualche anno prima ho sfiorato anche il Milan".


"La Juventus in estate ha pensato al portiere del River Plate, Santiago Beltran? Giovane e forte, gran fisico. Ricorda Armani, però ha solo 22 anni".