"La Juventus poteva ribaltare la partita e fare il goal del 3-2, ma ha perso gli equilibri andando in otto a recuperare un pallone. Sono stato io a stimolare i giocatori per andarla a vincere, ma forse hanno eseguito troppo alla lettera quello che avevo chiesto perché sono andati in troppi in area avversaria per provare a segnare. Se rimaniamo in tanti sopra la linea del pallone lasciamo questi spazi e la colpa è sicuramente nostra, ma nasce tutto dalla volontà di voler vincere la partita".
Luciano Spalletti, nel corso della classica intervista post partita a DAZN, si è assunto la responsabilità della sconfitta contro in trasferta in casa del Sassuolo, arrivata nei secondi finali con il goal dell'ex da parte di Adzic.
Un ko che ridimensione immediatamente le ambizioni della formazione bianconera che rischia già, alla fine della quarta giornata, di essere staccata di 5 punti dalla vetta della classifica.
L'accento, inevitabilmente, va ancora sulla prestazione da parte dei suoi riferimenti offensivi, incapaci - sino a ora - di incidere realmente sulle sorti della Vecchia Signora.
Ma proviamo a snocciolare qualche dato e a capire come Spalletti potrebbe provare a risolvere la situazione.
Partiamo da quello che è, effettivamente, l'attaccante principale della Juventus: Randal Kolo Muani, arrivato a titolo definitivo dal PSG per 38 milioni di parte fissa più 12 di bonus dei quali 7 facilmente raggiungibili e 5 più complicati per un pacchetto complessivo da 50 milioni di euro.
Il centravanti richiesto da Spalletti, la punta di riferimento la cui volontà è stata decisiva per il suo ritorno e la sua seconda avventura in bianconera. Ma sino a ora, tuttavia, i dati e le sue prestazioni dicono ben altro.
Al di là del fatto che si trovi ancora a secco di reti in questo avvio di campionato, il francese registra delle statistiche che non sono incoraggianti per una punta, secondo quelli che sono i dati forniti da Sofascore: con ordine, partiamo dai 1.56 xG (goal attesi) la cui differenza con lo score in Serie A (0, ndr) è lampante, anche se più questo dato, a far preoccupare le sorti della Juventus devono essere due precisi riferimenti, ovvero le 3 grandi occasioni mancate in queste prime 4 partite di campionato e, soprattutto, l'assenza sostanziale di conclusioni verso la porta.
Kolo Muani non tira praticamente mai: i suoi tiri totali a partita arrivano a una media di 0.5. Un dato troppo basso per un attaccante d'area di rigore, specialmente se unito ai soli 34.8 tocchi a gara, al 17% di dribbling riusciti e al 29% totale di contrasti e duelli vinti. Oltre alle occasioni, sta mancando la giusta aggressività e passione che un attaccante della Juventus deve possedere per conquistarsi il posto da titolare e la fiducia nei prossimi anni.
Ma se c'è Kolo Muani che non riesce a costruirsi o ad avere le opportunità per calciare verso lo specchio della porta avversaria, ecco che Woltemade - nei soli 44 minuti avuti a disposizione in campionato fra Milan e Sassuolo - sta mancando dal punto di vista della concretezza. Si registra lo score di 1 alla voce grandi occasioni mancate, ma anche nella giornata di ieri - domenica 13 settembre - l'ex Newcastle ha avuto la possibilità di incidere, senza riuscirci.
Woltemade ha cercato maggiormente il dialogo, ha partecipato alla costruzione della manovra, ma non ha fornito quella giusta caparbietà al reparto offensivo bianconero, con quel colpo di testa nel finale non concretizzato che rappresenta un po' l'immagine della Juventus odierna..
In attesa degli ultimi dati ufficiali, possiamo già dirvi che le statistiche offensive della Juventus raccontano molto di più di quanto già si veda in campo.
Sino alla scorsa gara, la Vecchia Signora aveva prodotto 5,35 xG, realizzando 1,35 reti in meno rispetto a quanto suggerito dalla qualità delle occasioni costruite e sottoperformando come una delle peggiori formazioni nel panorama della Serie A.
Ma un altro dato che deve portare alle dovute riflessioni è il tasso di conversione della Juventus: la formazione bianconera guidata da Spalletti ha realizzato appena 6 reti su 74 tiri complessivi, trasformando quindi in goal solamente l'8,1 % delle conclusioni effettuate. Una percentuale decisamente bassa per una squadra che deve lottare o almeno ambire a combattere per le posizioni di vertice del campionato di Serie A.
Dunque, cosa fare?
In primis, va rivisto il comportamento offensivo di Kolo Muani: il francese si allontana troppo dall'area; anche se cerca di aprire spazi ai compagni, deve essere quel punto di riferimento pronto a raccogliere le invenzioni delle ali bianconere. Serve maggior presenza e ferocia agonistica nell'attacco della Juventus.
Stesso discorso per Woltemade che deve accelerare il proprio inserimento all'interno degli schemi tecnico-tattici di Spalletti, chiamato a rivedere le gerarchie o a dover tirar fuori un coniglio dal cilindro che, in questo momento e allo stato attuale dei fatti, appare di difficile realizzazione.
Ma la Juventus deve immediatamente tornare a ingranare per non perdere contatto ulteriore con le posizioni di vertice: la Serie A core e rischia di farsi dura sin dall'inizio.
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