La Serie A si appresta ad aprire le porte all'ultima innovazione tecnologica introdotta nel gioco del calcio e che ha fatto il suo esordio la scorsa estate in occasione dei Mondiali 2026. Stiamo parlando del pallone col microchip per la rilevazione dei tocchi di mano in occasione dei potenziali calci di rigore e delle situazioni legate ai fuorigioco. Secondo quanto riporta Panorama.it, la Lega Serie A è al lavoro per mettere a disposizione questo strumento ed offrire ulteriore supporto al lavoro degli arbitri.

Come detto, la prima sperimentazione del microchip nel pallone – capace di individuare ogni minima pressione in tempo reale e grazie ad un sistema di 500 misurazioni al secondo – è stata effettuata in occasione dell'ultima Coppa del Mondo e ha avuto un impatto decisivo sull'esito della sfida tra Portogallo e Croazia valida per i sedicesimi di finale. La rete del possibile 2-2 del difensore croato Gvardiol fu annullata dopo che il sensore all'interno della palla segnalò la leggerissima deviazione di Matanovic che portò all'individuazione della posizione di fuorigioco dell'autore della rete.

Rimanendo invece in ambito italiano e riavvolgendo il nastro su uno degli episodi arbitrali più controversi delle prime cinque giornate di Serie A, l'ausilio del microchip sarebbe stato decisivo per comprendere se il centrocampista del Napoli Lobotka avesse effettivamente toccato il pallone nella sua area di rigore, in occasione di un corpo a corpo con Barella dell'Inter. Le immagini a disposizione del VAR non riuscirono a certificare al 100% l'esistenza di un tocco e per questo motivo anche i vertici arbitrali hanno avallato la scelta di confermare la scelta di campo, che aveva condotto alla non concessione del penalty.