Il nome di Adriano Galliani torna a circolare per la presidenza della FIGC. Secondo Repubblica a distanza di pochi mesi dal primo tentativo, l’ex amministratore delegato di Milan e Monza sarebbe nuovamente finito al centro delle manovre di alcuni club di Serie A, questa volta in uno scenario legato a un eventuale commissariamento della Federcalcio e alla successiva convocazione di nuove elezioni: ci sarebbero almeno quattro società della massima serie avrebbero già avviato contatti in vista di una possibile successione a Giovanni Malagò.
Non è la prima volta che il nome dell’ex a.d. rossonero viene associato alla guida della Federcalcio. Nell’aprile 2026, prima delle elezioni federali, il Milan aveva infatti spinto per una possibile candidatura di Galliani, mentre una parte della Serie A, con l’Inter di Giuseppe Marotta in prima linea, lavorava sulla candidatura di Malagò. In quell’occasione Galliani aveva tuttavia scelto di fare un passo di lato, spiegando di non avere mai formalmente accettato la proposta e rinunciando alla possibilità di concorrere per la presidenza federale.
Ora lo scenario potrebbe riaprirsi a causa della vicenda relativa al mancato tesseramento di Malagò al momento della candidatura. Il caso, nato dal ricorso presentato da Renato Miele, ha seguito nelle ultime settimane un percorso articolato. La Procura federale guidata da Giuseppe Chinè aveva inizialmente proposto l’archiviazione, sostenendo che il possesso materiale di una tessera FIGC non costituisse un requisito necessario per presentarsi alle elezioni federali. Il procuratore generale dello Sport Ugo Taucer ha successivamente archiviato il procedimento nei confronti di Malagò, ma ha contemporaneamente trasmesso la questione al CONI perché venga valutato l’operato della Federazione e l’eventuale inosservanza dei principi fondamentali relativi ai requisiti per la candidatura. Il presidente del CONI Luciano Buonfiglio ha quindi annunciato approfondimenti affidati a esperti di diritto sportivo.
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