Taglio agli stranieri e spinta sui giovani: il calcio brasiliano cambia completamente rotta.
I club di Serie A e Serie B si sono riuniti in assemblea a Rio de Janeiro e hanno approvato la proposta avanzata dalla CBF (la Federazione brasiliana) volta a ridurre gradualmente il limite di giocatori stranieri convocabili per partita.
L'obiettivo della manovra è evidente, favorire i giovani talenti formati nei vivai nazionali garantendo loro maggiore spazio e minutaggio. Una mossa che si lega anche alla Seleçao verdeoro, perché i dati degli ultimi anni dimostrano un calo che può impattare anche la qualità delle varie nazionali, maggiore e giovanili.
Ma in cosa consiste la proposta della CBF approvata dai club? Analizziamo i due punti in cui si articola.
Il primo punto riguarda la riduzione del numero dei calciatori stranieri che i club possono portare a referto per ogni match.
Attualmente sono nove, ma il piano approvato prevede un taglio progressivo per non creare squilibri immediati e rispettare i contratti pluriennali già firmati. Nel 2027 la quota per ciascun club scenderà a 8 stranieri, per poi assestarsi a cinque nel 2030.
Si tratta di una svolta radicale che non è stata accolta favorevolmente da tutti i club: Bahia e Flamengo si sono opposti e hanno votato contro la proposta della Federazione, passata comunque con il favore della maggioranza.
La riforma della CBF va a toccare anche le liste per l'iscrizione al Brasileirão con norme stringenti volte a forzare il ricambio generale.
Tradotto: a partire dal prossimo anno le squadre potranno iscrivere un massimo di 50 calciatori e almeno 20 di questi dovranno essere Under 23. Un regime destinato a diventare più severo, perché il traguardo fissato per il 2030 imporrà la perfetta parità nelle rose: 25 slot liberi e 25 destinati esclusivamente agli Under 23.
Meno stranieri e più giovani "di casa", a spingere la Federazione brasiliana verso questa riforma sono state le recenti statistiche del campionato, ritenute preoccupanti in chiave futura.
Il Brasileirão ha toccato un'età media di 28,5 anni, ben superiore a quella dei principali campionati europei: la Serie A è a 26,1, la Ligue 1 a 26 e LaLiga a 27 anni.
Secondo la CBF tutto ciò sta contribuendo ad abbassare il livello delle prestazioni generali e ulteriori analisi hanno indicato nel 2023 il punto di rottura: in quell'anno il limite degli stranieri fu alzato a sette e da quel momento l'ingaggio di calciatori esteri più esperti ha superato e drasticamente ridotto il minutaggio delle giovani promesse locali.
Questo ha creato un serio rischio di impoverire la storica filiera formativa del Brasile e da qui la decisione della svolta drastica: tornare a favorire i talenti di casa è un must.
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