Il difensore da cui ha imparato di più nella sua esperienza all’Inter? Yann Aurel Bisseck non ha dubbi: Matteo Darmian, che a 36 anni ha appena firmato con il Bologna.


Questa la domanda rivoltagli al Festival dello Sport. "In Italia c'è la cultura della difesa. Tu hai giocato con grandi difensori: Bastoni, Akanji, Acerbi…



"Hai dimenticato Darmian, è lui quello da cui ho imparato di più. E' un difensore super intelligente, prima di tutto usa la testa. Giocare con lui è davvero molto semplice"


"Quando ero all’Aarhus, il mio allenatore, Jacob Nielsen, mi ha insegnato questa regola: quando fai un errore, hai cinque secondi al massimo per dare la colpa ad un compagno. Non è che glielo dici (ride), lo pensi e basta. Così ti liberi del peso e continui a giocare".


"Non puoi pensare di essere perfetto. Sbagli, impari, la volta dopo fai meglio".


"In Italia siamo i più forti, ma dobbiamo dimostrarlo ogni settimana. E la Champions sì, è il nostro obiettivo. Vogliamo vincerla, il ricordo della sconfitta con il Psg brucia ancora. Credo che quest’anno abbiamo le possibilità per arrivare fino alla fine, poi dipenderà da noi, quando ti giochi un trofeo in una sola partita non puoi prevedere tutto, lo sappiamo bene…".


"C’è stato un momento, quando ero in Portogallo, al Vitoria Guimaraes, che ho pensato di mollare. Ero sempre infortunato, pensavo che tutto mi girasse contro. Poi sono tornato a credere in me stesso".


"All'Inter mi sento a casa, mi hanno accolto tutti bene, dai compagni ai dirigenti fino ai tifosi. A Milano sono felice, si mangia bene, sono qui per crescere e per imparare da tutti"


All’Inter ha avuto due allenatori, Inzaghi e Chivu. Differenze? "Simone era molto emotivo, viveva la partita come un calciatore. Se avesse potuto sarebbe sceso lui in campo. Con Chivu il gioco non è cambiato molto, forse siamo un po’ più offensivi. Chivu è stato bravo perché ha preso l’Inter nel momento più difficile, dopo la sconfitta nella finale di Champions League contro il Psg. Non era facile, ma lui è riuscito a darci una direzione".


"Klopp ha un’energia pazzesca, ha un’aura impressionante: quando lui ti parla, tu ti senti meglio. E come allenatore ha sempre in mano la situazione. Sono convinto che nonostante qualche passo falso, siamo destinati a tornare nell’élite del calcio mondiale. Ma per meritarmi la nazionale devo fare bene i miei compiti qua all’Inter".


"Io sono sia tedesco che camerunense, sento dentro di me queste due anime. L’ho vissuto sulla mia pelle, talvolta sono stato oggetto di insulti razzisti, ma io la risolvo così: il razzismo esiste, ma io nella mia testa non ho spazio per la stupidità".