Simone Sozza, 39 anni, arbitro della sezione di Seregno, ha concesso oggi una bella intervista dalle pagine de Il Messaggero. Non un nome banale all'interno del mondo arbitrale dato che il fischietto lombardo, oltre ad essere stato ritenuto a lungo dall'ex-capo designatore Gianluca Rocchi come uno dei migliori arbitri d'Italia, è finito anche al centro dell'inchiesta della procura della Repubblica di Milan (chiusa con richiesta di archiviazione per l'ex-capo degli arbitri di Serie A e B) in quanto dalle intercettazioni sarebbe stato citato come "sgradito all'Inter". E proprio di questo e di altro, Sozza ha parlato con il quotidiano.


"Sarà una stagione diversa e nuova sul piano tecnico e regolamentare. Siamo preparatissimi, abbiamo studiato tanto. Le novità faranno bene al calcio, sono fatte per il bene di questo sport e saranno apprezzate da addetti ai lavori e appassionati. La novità più rilevante è il nuovo protocollo sui calciatori infortunati che porterà a eliminare certe esagerazioni e perdite di tempo. Al tempo stesso aiuterà i calciatori e noi stessi a mantenere il ritmo di gioco costante. Aumenterà il tempo effettivo di gioco. All’inizio su certe operazioni in campo, come la ripresa del gioco e le rimesse laterali, ci sarà un periodo di assestamento. Poi verrà naturale".

"Il derby di Milano partita del cuore? No, non ce l’ho, sono tutte importanti. Mai arbitrato Inter-Juve? Se mi chiamano sono pronto"

"Le intercettazioni preoccupano? Sono dell’idea che male non fare, paura non avere. Quando non dici niente di particolare e sei corretto, non devi avere ansia. Poi è chiaro che la situazione attuale del movimento non fa piacere.

Preparazione, professionalità e concentrazione per le gare vanno oltre a tutto. A noi che pensiamo al campo non interessa, pensiamo ad allenarci, prepararci e a fare bene le partite. Quel che succede fuori non ci riguarda.

Se ho percepito di essere "sgradito"? Assolutamente no e non m’interesserebbe"

"Il var? Questo strumento serve al gioco del calcio. Nessuno ci toglie autorevolezza, se ne occupano colleghi che lavorano con noi. L’obiettivo assoluto è la correttezza della partita e del campionato.

Il Var aiuta ad avvicinarsi alla perfezione. Il calcio non è sport perfetto, è fatto di grigio. Andando in campo per essere in grado di valutare, la volontà di un arbitro è tenere tutto sotto controllo. È chiaro che non siamo infallibili, gli errori li commetteremo sempre e proprio per questo il Var è ormai uno strumento indispensabile"