Alla fine il pareggio è il risultato più giusto: la Juventus non meritava di perdere con un Milan che ha creato gioco ( 51% del possesso palla) ma calciato verso la porta di Vicario solo 3 volte (contro le 14 dei bianconeri) e una sola in porta. All'Allianz Stadium sono scese in campo due squadre ancora incomplete, migliorabili e con alcune criticità evidenti a livello di organico. La Vecchia Signora è un passettino più avanti perché lavora da più tempo con Spalletti mentre Amorim è solo all'inizio della corsa.

Passare da uno stile di gioco più conservativo, come quello di Allegri, a uno più propositivo, come quello di Amorim, richiede tempo e passaggi graduali. Step by step, direbbero gli inglesi. Il Milan ha provato a fare la partita anche all'Allianz Stadium ma ha patito la maggiore intensità della Juventus oltre al fastidioso lavoro tra le linee di Nico Gonzalez. Nella valutazione complessiva rientra la prestazione completa di De Winter, il carisma e la tenacia di Gila e le parate di un Maignan tirato a lucido. Quella che è mancata è la qualità negli ultimi 25 metri: per Rabiot si è trattata solo di una serata storta mentre i dubbi maggiori ricadono su Saelemaekers, che Amorim sta reiventando nel ruolo di trequartista. In una parte così importante dell'ingranaggio per sviluppare il gioco che ha in testa Amorim servono caratteristiche diverse.

L'emozione che genera vederlo giocare è un sentimento che Amorim, da leader dello spogliatoio, deve salvaguardare considerando i rischi della giovanissima età. Ma le partite passano e la convinzione cresce: Alphadjo Cisse è un giocatore pronto, diretto, efficace. Due goal, uno più bello dell'altro, nelle prime tre uscite. Segnali inequivocabili che l'ex Catanzaro sta lanciando al mondo Milan e al calcio italiano. Quelle caratteristiche, nei movimenti a entrare dentro campo e nel trovare la porta con facilità, che lo rendono già centrale nel 3-4-2-1 di Amorim.


In coppia o in alternativa a Cisse al Milan serve Pulisic. Quello vero della prima parte della scorsa stagione. Manca chi riesce ad attaccare la porta, il trequartista che rompe la linea difensiva avversaria. E che faccia goal che sono sempre importanti quando si alza il livello anche degli avversari. L'americano è ancora in ritardo di condizione ma è prevedibile che in questa settimana aumenti i giri del motore per candidarsi a una maglia titolare contro la Lazio.