Nei mesi scorsi Jonathan Rowe ha sempre avuto le idee chiare: voleva lasciare il Bologna per andare all'Atalanta, ed era pronto a forzare la mano se il club rossoblù si fosse opposto alla cessione. In realtà la società chiedeva solo che venisse pagato il prezzo che ritenevano fosse giusto, l'ad Fenucci nelle scorse settimane ha raccontato che il giocatore aveva manifestato insofferenza e nervosismo già durante il ritiro estivo con la volontà di cambiare aria. Durante la presentazione in nerazzurro il giocatore ha voluto replicare spiegando che "a Bologna sanno tutto" ha detto in conferenza stampa.
Dal mercato al campo, perché dopo i 90 minuti in panchina contro la Roma Rowe ha debuttato con la maglia dell'Atalanta partendo titolare nella gara interna contro il Cagliari; l'esterno inglese è stato schierato largo a sinistra nel tridente d'attacco insieme a Scamacca e De Ketelaere, è rimasto in campo per tutta la partita ma non è riuscito a incidere sul match. A dire la verità non è stato un esordio positivo per l'ex Bologna, ma era una partita complicata per tutta la squadra di Sarri che ha perso 1-2 con i rossoblù: vantaggio di Mendy e pareggio di Scamacca nel primo tempo, nella ripresa il goal-vittoria è stato di Maldini su calcio di rigore.
Per portare Rowe a Bergamo l'Atalanta ha fatto un investimento complessivo di circa 40 milioni di euro, diventando l'acquisto più costoso nella storia dei nerazzurri; il pacchetto totale è diviso così: 5 milioni di euro di prestito già versati nelle casse del Bologna, 35 milioni di euro d'obbligo di riscatto che scatterà alla fine della stagione e altri 5 milioni di euro legati a eventuali bonus. Inoltre, ai rossoblù andrà anche il 10% della futura cessione del giocatore e il cartellino del centrocampista classe 2006 Federico Cassa. Rowe con i nerazzurri ha firmato un contratto fino a giugno 2031.
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