La Juventus concede il bis dopo il successo esterno di Frosinone e, grazie al 2-0 sul Parma, rimane in testa alla classifica di Serie A con 6 punti. Ad una settimana dalla prima supersfida della stagione contro il Milan, i bianconeri soffrono nel primo tempo ma poi passano con merito: da evidenziare le prestazioni di Vicario e di Nico Gonzalez, rimandati Kolo Muani e Alajabegovic.

Vicario 7: inoperoso o quasi per una cinquantina di minuti, si prende lo Stadium quando, nello spazio di pochi secondi, respinge al doppio insidioso tentativo del neo-entrato Romero poco dopo il vantaggio firmato da Nico Gonzalez. Clamorosa la parata a mano aperta sullo stacco a botta sicura dell'argentino. I tifosi bianconeri fanno partire i cori e sembrano averlo già adottato.


Kalulu 6: nel corso del primo tempo è uno dei giocatori che partecipa maggiormente ed in modo più efficace alla fase di spinta della formazione bianconera. Non sempre precisissimo al momento del cross, contiene tutto sommato un vivace Valeri nei primi 45'.


Bremer 6: solido, senza particolari fronzoli, anche se concede qualche passaggio a vuoto soprattutto in fase di costruzione. Romero lo sovrasta nell'occasione col colpo di testa su cui ci vuole un enorme riflesso di Vicario.


Lucumì 6,5: esordio da titolare e allo Stadium per l'ultimo arrivato in casa Juventus. Prende un giallo dopo appena dieci minuti che potrebbe condizionarlo e complicare la sua prestazione, ma col passare dei minuti il colombiano ex Bologna si riprende e, complice il dominio territoriale espresso per larghi tratti dai giocatori di Spalletti, non va mai in sofferenza. Sfiora anche il goal con una bella girata alta di poco (dal 76' Kelly


Celik 6: Spalletti lo rimprovera in occasione del primo cooling break a metà primo tempo, imputandogli troppa timidezza in fase offensiva. L'ex Roma è preciso però in copertura e la sua prudenza è propedeutica a liberare Boga e a concedergli di spingere senza soluzione di continuità.


Douglas Luiz 6,5: considerata la penuria di centrocampisti, solo in parte compensabile negli ultimi giorni di mercato, Spalletti punta ancora sul brasiliano e la crescita del ragazzo è evidente. Se a livello di velocità ed intensità si può fare meglio, l'intraprendenza che lo porta ad accompagnare in area di rigore più volte l'azione è sintomo di una ritrovata sicurezza. Nel primo tempo ci prova anche con un sinistro al volo che termina a lato, mentre ad inizio della ripresa il suo colpo di testa è troppo centrale.


Locatelli 5,5: regia scolastica, il solito prezioso contributo per dare equilibrio ed un cartellino giallo patito nel secondo tempo sono il riassunto di una prestazione senza infamia e senza lode.


Conceiçao 7: elettrico, sempre e comunque. In un primo tempo in cui la Juventus fatica enormemente ad aggirare e sfondare il muro eretto da Cuesta, il portoghese è uno dei pochi ad accendere la luce con le sue sgasate. Colpisce un palo clamoroso con un sinistro impressionate, poi cresce a dismisura ad inizio del secondo tempo e per Valeri iniziano problemi. (dal 76' Cambiaso sv, dall'86' Koopmeiners 6,5: entra e segna, per il definitivo 2-0, cosa gli si può chiudere di più?).


David 4,5: la mossa a sorpresa per rimpiazzare l'infortunato Yildiz non ripaga l'azzardo di Spalletti. Dovrebbe muoversi tra le linee per allargare le maglie della difesa del Parma e cercare di dialogare nello stretto con Kolo Muani. Non si innesca praticamente mai, andando a sbattere regolarmente contro i difensori gialloblù. La fotografia conclusiva della sua gara è il destraccio in curva ad inizio della ripresa sottolineato dai fischi copiosi dei tifosi della Juve. Ma non quanto quelli che accompagnano la sua uscita dal campo. (dal 57' Nico Gonzalez 7,5: impatto devastante, possiamo dirlo? L'argentino si piazza a sinistra, ma si prende sostanzialmente ogni zona del campo e inizia a calciare verso la porta di Corbi tutto quello che gli capita a tiro. Prima chiama il portiere emiliano al gran riflesso alla sua sinistra, poi timbra il palo e alla fine, complice il tocco di Troilo, sblocca la partita. Decisivo anche nel propiziare con un recupero il raddoppio di Koopmeiners).


Boga 5,5: parte con la voglia di spaccare il mondo ed è dalle sue parti e dai suoi piedi che nascono le prime cose interessanti. E' un fuoco di paglia, perché la gara dell'ivoriano diventa sempre più pasticciata col passare di minuti. Spalletti gli concede un'altra decina di minuti ad inizio del secondo tempo, poi lo cambia. (dal 57' Alajbegovic 5: entra in teoria col compito di convertirsi nell'uomo della provvidenza, ma la premura e la troppa voglia di dimostrare di valere i 30 milioni di euro più bonus pagati per acquistarlo si fanno sentire. Spalletti lo prende un po' di mira, invitandolo alla calma, anche perché un intervento molto rischioso su Keita per poco non provoca il rigore per il Parma).


Kolo Muani 6: si batte e si sbatte sempre tantissimo, creando spazi e linee di passaggio. Ma tutto questo movimento finisce per toglierlo dagli ultimi sedici metri e a togliergli lucidità in zona goal. Dopo i rimproveri di Spalletti post-Frosinone, ha voglia di farsi perdonare e di riabbracciare lo Stadium con un goal. Lo sfiora a più riprese nel secondo tempo, quando la resistenza del Parma prima vacilla e poi crolla sulla spinta sempre più incessante dei ragazzi di Spalletti. In crescita.



All. Spalletti 7: Convince poco la decisione di rischiare un David con un piede e mezzo ormai fuori dalla Juve per rimpiazzare Yildiz. Il canadese non indovina una giocata che sia una e l'allenatore bianconero finisce per esporlo ai fischi dei tifosi prima e dopo la sostituzione con Nico Gonzalez. Corregge la squadra con le mosse che decidono la gara ed è premiato soprattutto dalla testardaggine con cui ha atteso e ha preteso di trattenere, ad oggi, Nico Gonzalez. Arriva allo scontro diretto col Milan a punteggio pieno.

Corvi 6: la Juventus spinge tanto già nel primo tempo ma è poco efficace e gli interventi degni di nota dell'erede di Suzuki sono limitati al minimo sindacale. Bravissimo a disinnescare la conclusione mancina di Nico Gonzalez, fortunato sui due pali centrati da Conceiçao e dell'argentino, non può nulla sulla giocata che rompe l'equilibrio (decisiva la deviazione di Troilo). Imparabile pure il diagonale del raddoppio di Koopmeiners.


Delprato 5,5: partita di sofferenza, sia nel primo tempo quando Boga – pur senza creare nulla di particolarmente concreto – lo sorprende in velocità. Si fa ammonire ad inizio del secondo tempo per un eccesso di protesta, va ancora più in sofferenza quando in campo entra lo scatenato Nico Gonzalez.


Troilo 6: è lo sfortunato protagonista della giocata che indirizza in maniera decisiva la partita, spiazzando imparabilmente Corbi sulla conclusione di Nico Gonzalez. Aveva retto bene per quasi un'ora, poi i giocatori della Juve iniziano ad arrivare da tutte le parti.


Drobnic 5: esordio così così per il centrale sloveno. Poco bello da vedere soprattutto con la palla tra i piedi, ma almeno nel primo tempo respinge di testa tutto quello che gli passa a tiro. Va progressivamente in affanno nel secondo tempo, crolla anche lui sotto i colpi di Nico Gonzalez e Koopmeiners.


Valeri 5,5: primo tempo di resistenza ma anche all'arrembaggio quando la Juve gli concede qualcosa nella sua zona di competenza; ripresa di grande sofferenza quando Conceiçao cambia marcia e inizia a puntarlo secco.


Bernabé 5: la condizione migliore dello spagnolo è ancora lontana, ma nel primo tempo si dà un gran da fare per provare a tamponare le avanzate juventine e per cercare di far uscire il Parma in maniera pulita. Sparisce nel secondo tempo (dall'80' Konate 4: ingresso sfortunatissimo. Si addormenta nella circostanza che porta Koopmeiners a trovare il goal del 2-0, costretto a spendere il fallo nei minuti finali per frenare Kolo Muani).


Ordonez 6,5: garra e geometria racchiuse in un solo giocatore. É lo schermo protettivo per la linea difensiva scelta da Cuesta, ma è anche molto altro. Quando può, alza la linea e avvia le ripartenze della formazione gialloblù, che nei primi 45' non sfigura affatto allo Stadium. Nel secondo tempo cambia il copione, lui perde lucidità e non è un caso che la sua uscita coincida con la crescita della Juvr (dal 63' Cremaschi 5: troppo tenero, viene fagocitato e travolto dalla mediana bianconera. Da rivedere in altri contesti).


Keita 6,5: si conferma uno dei calciatori più interessanti di questo Parma. Il primo tempo è un concentrato di forza fisica ed intelligenza tattica e anche nella ripresa non si fa sopraffare dalla maggiore vivacità e pericolosità della Juventus. Rischia di portarsi a casa il rigore del possibile 1-1 sull'intervento ingenuo di Alajbegovic.


Britschgi 5,5: l'idea di Cuesta di impiegarlo da esterno alto nel tridente offensivo è di cercare di tenere basso Celik e non consentirgli di avanzare per duettare con Boga. Collabora soprattutto sul giocatore ivoriano della Juve ma rinuncia a farsi vedere in avanti. Nel secondo tempo combina ancora meno (dall'84' Almqvist sv).

El Bilal Touré 5,5: partita non semplice per l'ex Atalanta, costretto per ampi tratti della partita a fare a sportellate con Bremer e Lucumì. Lotta e prova a tenere più palloni possibili, ma non è semplice. L'ingresso di Romero genera più pericolosità offensiva per il Parma (dall'84' Elphege sv).


Lontani 6: è un 2008 e di tempo a disposizione per migliorare e crescere ne avrà molto, ma sulla qualità e sulla personalità c'è poco da dire. Disputa un buonissimo primo tempo allo Stadium al cospetto di giocatori con ben altra esperienza: si fa dare palla, cuce il gioco tra i reparti e scatta in avanti. (dal 63' Romero 6,5: ingresso di grande prospettiva quello del sostituto del connazionale Pellegrino. La Juve ha appena sbloccato la partita, lui entra e per poco non la pareggia con due fiammate ravvicinate. Impegna due volte Vicario in pochi secondi, il cui intervento sul colpo di testa è davvero enorme).



All. Cuesta 6: il piano gara resiste per circa un'ora, ma la squadra emiliana, al netto di alcuni peccati di gioventù e di una pericolosità offensiva ancora da costruire, è in miglioramento. In crescita rispetto all'esordio col Cagliari, tiene bene il campo per i primi 45 minuti e resta in gara sino all'88°, quando Koopmeiners la blinda.