L'Italia è uscita dal Parco dei Principi di Parigi con un convincente pareggio per 1-1 contro la Francia. Una gara che rilancia il morale attorno alla squadra azzurra e che dà speranza per il futuro. Decisivo è stato il goal dell'1-1 di Alessandro Bastoni, ancora lui, che sta ricostruendo la sua immagine in Azzurro dopo il purtroppo ancora doloro flop della gara di Zenica contro la Bosnia.
Un riscatto notato anche da Paolo Di Canio che, dagli studi di Sky Sport, non ha usato mezze misure per descrivere l'atteggiamento del difensore dell'Inter.
"Al netto di tutti i momenti che ci sono stati, io faccio una fotografia di due pezzi di due partite: il primo tempo in Turchia con una squadra alla portata in cui abbiamo dominato e il primo tempo con la Francia dove devi accettare il possesso degli altri e la qualità maggiore degli altri. Questo è il mix perfetto per far sì che questa squadra possa tornare competitiva. Mancini? Le critiche l'hanno toccato: lui all'inizio con le dichiarazioni ha esagerato ma è intelligente, sa che se non arrivano i risultati lui pagherà doppio"
"I giocatori stanno onorando al massimo la maglia azzurra. Io Dimarco non lo vedo come quarto base: ha la gamba, ma comincia ad avere un'età e spesso quando strappa tanto rischia di farsi male. Non è facile metterlo lì e farlo rendere come all'Inter: questo non vuol dire non debba starci, ma Mancini deve trovare soluzioni.
Non guardiamo solo l'atto finale, nel mentre devi anche collaborare: l'alternanza deve avere dei meccanismi e un grado di tecnica e fantasia in movimento che è diverso che arrivare in volata come fa nell'Inter".
"Bastoni? Non hanno avuto molto da fare come centrali, non c'era un dirimpettaio come Pio Esposito: però sono stati molto applicati, attenti e puntuali. Il fatto che non siano arrivate palle goal facili significa che c'è stata grande compattezza.
La conferenza stampa un po' spavalda di Bastoni mi è piaciuta, tanto che con la Francia fa i fatti: lui non c'entra niente nella posizione del gol, lì deve esserci un centrocampista. Invece lui arriva cattivo e poi fa gol: lucido, attento e a me piacciono i giocatori spavaldi che fanno i fatti. Ci sono due possibilità: o fai lo spavaldo e sei un cog...e oppure sei spavaldo e mi piaci perché fai i fatti. Lui li sta facendo.
Non bisogna più guardare alla Bosnia: ti deve pesare ma tu con personalità te lo fai scivolare addosso ed è un qualcosa che ti dia motivazioni. Aiuta un allenatore ritrovato che ha credibilità".
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