Aurelio De Laurentiis parla del presente e del futuro del suo Napoli.
Il presidente del club partenopeo ha dichiarato al TG5: "Vendere la società? Se c'è qualcuno capace di ripagare i miei 25 anni di sforzi si faccia avanti e verificheremo".
"Alla mia gestione manca solo la vittoria della Champions League, chissà se Massimiliano Allegri me la regalerà. Speriamo che in Spagna le cose vadano bene. Il Villarreal gioca in casa ed è una squadra importante, confido nei nostri ragazzi e non ho mai avuto dubbi su mister Allegri. Sono sempre stato silente, senza dare giudizi o fare commenti. Ora si è rimesso finalmente a tre dietro e i risultati si sono già visti: questo è evidentemente lo schema difensivo che gli dà più sicurezza e abbiamo avuto successo con il Frosinone, che è una squadra vera".
"Stiamo realizzando un film, lo vedrete sullo schermo tra poco. È una grandissima sensazione avere cento anni di storia e poter raccontare l'amore, la dedizione di un popolo che ha seguito una squadra, che ha un suo perché e che accende sempre il colore più bello del mondo: l'azzurro del mare e del cielo. Tanti anni fa i ragazzini in città tifano per Juventus, Inter e Milan, adesso siamo riusciti a riportarli dalla nostra parte".
"Malagò? Non dovrebbe essere in discussione. Noi della Serie A siamo società di capitali e abbiamo a che fare con un mondo vecchio, mentre c’è bisogno di personaggi in grado di andare incontro alle esigenze dei giovani. Anche il mio amico Giovanni ha i suoi anni, ma è un imprenditore. Senza di lui faremmo un passo indietro rovinoso come sistema. Il mondo dello sport è un mondo pure politico e sì che la politica rallenta. Perché lo fa? Perché i politici vogliono mantenere le proprie posizioni e quando ci sono i cambiamenti ci sono dei piccoli terremoti e nessuno vuol perdere la propria presenza e la propria capacità di dire la sua".
"Abodi? Lo sviluppo urbanistico delle città compete ai sindaci, non ai presidenti di calcio. Se qualcuno ha proposte concrete, abbiamo dato ascolto a tutti e alle problematiche di tutti. Questo è il nostro compito. Non dobbiamo polemizzare, ma lavorare. Ricordo che il successo del calcio non lo determinano solo i presidenti, ma soprattutto i milioni di tifosi che chiedono che il calcio sia più vicino alle loro esigenze, a partire dai luoghi che stiamo cercando di migliorare insieme alle amministrazioni comunali e ai club".
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