Esame Francia in arrivo per l'Italia di Roberto Mancini nella terza giornata del Girone di Nations League.

Dopo la sconfitta nella prima gara contro il Belgio e la roboante e convincente vittoria in Turchia, gli Azzurri sono attesi dalla sfida più delicata, ma al contempo maggiormente interessante per il livello della compagine guidata da Zinedine Zidane.

A presentare la partita, nelle parole raccolte da La Gazzetta dello Sport, ci ha pensato Alessandro Bastoni che, intervenuto sul tema, ha scherzato sull'eventualità concreta di dover difendere l'area azzurra dagli attacchi di Dembélé e Doué, affermando come non sia la persona adatta a dover rispondere a tale quesito, riferendosi alla finale di Champions League persa per 5-0 con la maglia dell'Inter contro il Paris Saint-Germain.

Ma vediamo le sue dichiarazioni.

Bastoni chiarisce come l'Italia non sia venuta qui a Parigi per fare una passeggiata: “Abbiamo una storia troppo importante per venire qui a fare una passeggiata, abbiamo una squadra a mio avviso con buone qualità, siamo all’inizio di un percorso, la priorità non è guardare contro chi giochiamo, ma trovare la nostra identità e mostrare com’è l’Italia. Abbiamo la possibilità di fare grandi cose, ma siamo all’inizio di un percorso, serve pazienza, anche sbagliare, ma c’è fiducia e voglia da parte di tutti, anche per domani sera”.

“Ho sempre giocato serenamente e il mio modo di andare in campo non è cambiato, al di là della grande tristezza e amarezza dopo la gara con la Bosnia. Ma va lasciato indietro quello che abbiamo sbagliato, imparare da questo. Non si controlla il passato, ma si può controllare il presente, per decidere del futuro, e su questo mi sono sempre concentrato. Anche per le critiche che fanno parte del mestiere, ma ho sempre seguito i miei valori”.

Bastoni scherza sul fatto di dover affrontare di nuovo Dembélé e Doué: “Visto come è andata l’ultima volta che c’ho giocato contro non va chiesto a me come si affronta Dembélé. Di certo non è facile, è un giocatore incredibile. Servirà una grande prestazione di tutto il reparto, giocare da squadra, non aver paura di tener palla. La differenza la può fare la nostra fase di possesso. Quella contro lui e Doué è stata la peggior serata per me. Affrontiamo due dei cinque giocatori più forti al mondo”.

Il centrale azzurro si difende anche dalle critiche sulle sue doti difensive: “Io di giocatori scarsi all’Inter che hanno vinto così tanto negli ultimi dieci anni non ne ho visti. Non voglio darmi arie, ma in Italia purtroppo siamo bravi a criticarci ed è una cosa che dobbiamo cambiare, perché quando vai fuori poi non vedi grandi differenze. Sono sicuro delle mie capacità e vado avanti per la mia strada”.

L'azzurro conclude così: “E’ importante portarla qui o altrove, perché rappresenti molti italiani nel mondo, con orgoglio e responsabilità. Contro la Francia o altri lo sentiamo il peso di rappresentare il popolo italiano”.

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