Le parole di Rasmus Hojlund, attaccante del Napoli, alla Gazzetta dello Sport.


“Napoli da Scudetto? Non lo so, non lo so. Penso che quest’anno sia importante migliorare ogni giorno. Vediamo. Penso che Napoli sia arrivata nel momento giusto della mia carriera, è stato un passo positivo. L’anno scorso ero in una situazione difficile allo United, pensavo che loro non mi volessero più lì. Ho dovuto valutare le mie opportunità e il Napoli era di sicuro la scelta giusta. Ho avuto conversazioni positive con Conte e Manna: finora è stata una grande storia”.


“Segnare al Maradona è bellissimo. Lo stadio è speciale, i tifosi sono fantastici e si fanno sentire. Mi piacerebbe che le tribune fossero più vicine, ma la passione si sente comunque forte dal campo ed è fantastico”.


“L’Inter è ancora la favorita per il titolo ma ci sono tante squadre che sembrano molto forti quest’anno, come la Roma di Gasp. Noi dobbiamo migliorare e non metterci troppa pressione addosso. Per il Napoli è una stagione nuova, con un nuovo allenatore: vogliamo lottare in ogni competizione e vedere dove possiamo arrivare. A febbraio-marzo vogliamo essere ancora in corsa in Champions e Coppa Italia e tra le posizioni di testa in Serie A. Inter-Napoli è una partita da Scudetto, una partita importante per i tifosi. Lautaro è un giocatore speciale, costante nel tempo, continua a far goal senza accusare il minimo calo. È un giocatore molto intelligente, un leader per l’Inter di cui è il capitano. Posso parlarne solo bene. È un grande giocatore, come Malen”.

“Gasperini è bravissimo, fa un calcio offensivo e veloce. È un allenatore che pretende tanto, dal pressing al movimento senza palla. Da lui ho imparato tanto, sono stato fortunato ad averlo all’inizio della mia carriera: grazie a lui sono il giocatore che sono oggi. Basti vedere Malen che è un giocatore con tante qualità: veloce, cinico davanti alla porta, fa movimenti fantastici. Gasperini ha una storia positiva nel rendere gli attaccanti dei bomber: spero però che non segni troppo perché noi vogliamo competere per lo Scudetto”.


“Con Conte ho passato un bel periodo, mi ha aiutato tanto nel mio gioco, nel migliorare spalle alla porta, nel crescere ulteriormente. Spero di poter continuare a crescere. Non mi concentro troppo sull’essere un crack: certo, voglio diventare un top player, ma cerco di migliorare ogni giorno. Poi a fine carriera vedremo dove sarò arrivato”.


“Vicino al Milan? In realtà no. Ho parlato col club e stavo cercando un’opportunità: il Milan ha una grande storia, ma quando ho sentito che mi voleva il Napoli e Conte mi ha chiamato, non ho avuto dubbi”.


“Cristiano Ronaldo è stato il mio idolo. Cosa mi piacerebbe avere di lui? I suoi addominali (ride, ndr). Cristiano per me è la mentalità. Ha avuto una carriera fantastica, ha tantissimo talento, altrimenti non avrebbe segnato tutti quei goal. Ma penso che ora, a 41 anni, continua a fare gol con la stessa facilità con cui si cambia la biancheria. Avrebbe potuto dire basta, ha vinto 5 Palloni d’oro, ma vuole continuare a migliorare ancora. Questa è la mentalità dei fuoriclasse”.


“Al Manchester United non penso che qualcosa di specifico sia andato male. Sono arrivato in un club che ha avuto un’annata difficile, con tanti infortuni, ma abbiamo vinto l’FA Cup e sono stato il miglior realizzatore. Poi abbiamo passato un momento difficile ed è arrivato Amorim, un ottimo allenatore ma con uno stile di gioco diverso. La squadra si è dovuta adattare ed è stato complicato. Abbiamo sofferto tutti. Il mio primo anno è stato un successo, il secondo no. Ma ho giocato la finale di Europa League, se avessimo vinto sarebbe stata una storia diversa. Questo è il calcio: a volte va bene, altre va male, ma sono molto felice di aver giocato per il club che sognavo da bambino”.