L'annata 2026/2027 sarà un crocevia incredibilmente importante per capire e decifrare il futuro della Juventus. La pressione su Luciano Spalletti è ovviamente enorme e nelle ultime due giornate la chiusura del bilancio 2025/2026 prima e le parole dell'amministratore delegato Giovanni Carnevali poi hanno inevitabilmente aumentato la soglia dell'attenzione su quello che il campo potrà, o meglio dovrà, dire.

L'ad bianconero, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ha fatto capire, seppur col sorriso e con i modi pacati che lo contraddistinguono, che l'allarme economico in società è già scatto e che, in base ai risultati che verranno ottenuti sul campo, cambieranno anche le strategie future nella costruzione della rosa.


La qualificazione alla prossima Champions League sarà fondamentale e primaria. I soldi della massima competizione Uefa che mancheranno nel bilancio 2026/2027 dovranno essere mitigati da altre entrate, ma fallire l'accesso per due anni di fila costringerà la società a fare manovre ben più importanti ed estreme.


"Quello che conta è vincere. Sì, devi vincere. Ma devi anche capire come farlo. Il quarto posto è diventato più business che calcio, se arrivi in Champions è una cosa, altrimenti è un bagno di sangue"

Carnevali ha sottolineato come già oggi per il club esistano dei paletti importanti che sarà chiamata a rispettare soprattutto in chiave Settlement Agreement firmato con la Uefa.

"La Juve deve far quadrare i risultati sportivi e quelli economici. La sostenibilità deve andare di pari passo con la competitività. I soldi della Champions sono molto importanti, anche perché noi abbiamo firmato il settlement agreement con l’Uefa e abbiamo alcuni paletti da rispettare"

Se non si troverà il modo di alzare i ricavi organici da altri reparti che non siano quelli sportivi la Juventus si troverà a dover compensare i mancati introiti nell'unico modo che coinvolge direttamente il lato sportivo: il player trading. Carnevali ha ribadito che sognare i campioni, ad oggi, non è possibile. I prossimi mercati dovranno essere fatti di occasioni e opportunità "sperando" di non dover fare una cessione illustre entro giugno.


"Vogliamo una squadra competitiva, sappiamo che abbiamo limiti che dobbiamo rispettare. Vediamo come si evolverà il mercato. Mi piacerebbe acquistare tre grandi campioni, ma non si può. Quindi bisogna rinforzare la squadra operando con intelligenza e sfruttando le occasioni. Non è nemmeno scontato che si debba fare una cessione illustre a giugno per finanziare il mercato. Abbiamo ragazzi dati in prestito con possibilità di riscatto da parte dei club. Magari può bastare quello"

In questo contesto deve operare Luciano Spalletti, chiamato non solo a riportare la Juventus ad essere divertente e competitiva, ma a riportarla senza possibilità di errore quantomeno in Champions League e magari vincendo un titolo come può essere l'Europa League.

Se così non sarà allora la Juventus si troverà costretta a dover ricorrere alle cessioni per aggiustare gli equilibri economici del club. Il nome più importante in grado in un colpo solo di sistemare conti e bilanci resta quello di Kenan Yildiz (arrivato a zero e quindi potenziale plusavenza pulita a bilancio in caso di addio), ma non vanno dimenticati i vari Thuram, Bremer, Conceicao e perfino Alajbegovic che hanno molto più mercato di calciatori come Koopmeiners il cui impatto a bilancio dovrà essere mitigato in altro modo.

Chi sono invece quei calciatori che non sono più in bianconero per questa stagione e che possano essere riscattati dando così respiro e margine di manovra a Carnevali?

I due più importanti restano Lois Openda (che è in prestito al Lione senza diritto di riscatto prefissato e avrà un peso di quasi 30 milioni a bilancio al 30 giugno 2027) e Jonathan David per cui l'Atletico ha un diritto di riscatto da 25 milioni di euro.

Poi c'è Michele Di Gregorio per cui il Bournemouth ha un diritto di riscattoa a 12,7 milioni più 1,5 di bonus, Fabio Miretti che il Besiktas può riscattare per 13 milioni di euro e anche Joao Mario, passato alla Fiorentina che potrà trattenerlo pagano 9,5 milioni di euro ai bianconeri.

Fra i sacrificabili potrebbe finirci anche Vasiljie Adzic, che sta esplondendo in un Sassuolo che ha un diritto di riscatto a 12 milioni di euro e per cui la Juventus avrebbe un contro-riscatto da 13,7 milioni.


Se tutto andasse in porto, ed escludendo dal calcolo Openda (che non ha una cifra prefissata) e il non-controriscatto di Adzic, la Juventus potrebbe ottenere dai suoi esuberi un totale di 72,2 milioni di euro. Quanto basta per compensare i mancati introiti Champions 2026/27.