Roberto De Zerbi ha parlato alla vigilia del debutto del suo Tottenham contro il Brentford. Tanti i temi toccati dall’allenatore italiano, compreso quello del mercato dove gli Spurs stanno muovendosi in modo massiccio. Queste le sue parole.
“Mi sembra di essere qui da dieci anni e invece sono tre mesi, appena tre mesi ma molto intensi. Credo che non possiamo dimenticare quanto accaduto la scorsa stagione. È una lezione, una lezione importante per noi, per ognuno di noi. Ma dobbiamo voltare pagina e iniziare una nuova stagione. Stiamo costruendo un nuovo progetto. E ora la grande sfida sarà quella di trovare un’anima alla squadra e migliorare la nostra organizzazione di gioco”.
“Sono molto felice del mercato ma non abbiamo ancora finito. Finora abbiamo vissuto un'estate fantastica per quanto riguarda gli acquisti: grandi giocatori, grande comportamento, grande spirito, grande personalità. Ma sapete meglio di me che in Premier League le partite non si vincono solo con i nomi o con i grandi campioni. Dobbiamo meritarci la vittoria. E per meritarcela, dobbiamo raggiungere un livello elevato in termini di carattere, passione, valori e stile di gioco”.
“Le critiche per i troppi soldi spesi? Credo che la Premier League sia un campionato diverso con cifre diverse e con concorrenza diversa, non so se sia giusto o meno. Ormai il mercato è così, lo si deve accettare. E se vuoi competere in Premier League oggi, devi adattarti. Ho sentito parlare fin troppo spesso dei "soldi del Tottenham", ma seguo il calcio da molto tempo e non ho mai visto una squadra competere ai massimi livelli senza spendere denaro. Forse il fatto che il Tottenham spenda soldi rappresenta un problema per la Premier League? Non so perché, ma tutte le altre squadre hanno speso denaro in passato e anche in questa stagione”.
“Spence? Sono dispiaciuto per lui, gli voglio bene. Abbiamo un ottimo rapporto, è un bravissimo ragazzo e un giocatore molto importante; tuttavia, alla fine devo rispettare la situazione: se lui vuole giocare 38 partite... beh, non posso dare la mia parola né offrire garanzie ai giocatori, soprattutto quando stiamo creando una forte concorrenza all'interno della rosa”.
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