Prima Goncalo Ramos, poi Mario Gila e ora Diego Moreira. Il Milan si è letteralmente scatenato sul mercato in entrata con una spesa per questi 3 giocatori che già tocca circa 150 milioni di euro bonus più/bonus meno.

Una spesa importantissima che ha lasciato molti di stucco e di sorpresa ma che in realtà, così com'è stata strutturata, è ora ancora sostenibile anche senza gli introiti legati alla mancata partecipazione alla prossima Champions League.

Certo Gerry Cardinale deve ringraziare il mercato e il player trading, oltre ad un bilancio messo in sicurezza negli anni scorsi perché è proprio il meccanismo di acquisti/cessioni che ha permesso finora al club di mettere a segno queste operazioni. Andiamo però a capire nel dettagli come si è mossa la società rossonera.

La base di partenza, come detto è una gestione ordinaria chiusa nelle ultime 3 stagioni praticamente sempre in attivo e che ha permesso al club da un lato di sistemare il bilancio senza passività strutturali, e dall'altro di poter chiudere il discorso, di poter uscire definitivamente dal discorso settlement agreement con la Uefa.

In sostanza, almeno per questa stagione, il Milan è alla stregua del Como: libero di investire prima di poter, eventualmente, essere rimesso sotto osservazione.

Il mercato del Milan, perlomeno su base annua, potrà beneficiare di introiti che arrivano da operazioni chiude nel recente passato e che stanno generando una seconda plusvalenza e un secondo effetto positivo sui conti.

Le cessioni da parte di Newcastle e Manchester City rispettivamente di Tonali al Tottenham e di Reijnders all'Al-Qadsiah hanno infatti portato nelle casse rossonere rispettivamente circa 9 e ben 14 milioni di euro: totale 23 milioni di euro.

Analizzando gli impatti economici di Moreira, Gila e Ramos, per cui a tutti e tre è stato fatto un contratto della durata di 5 anni, la quota ammortamento dei tre sarà di circa 30 milioni di euro complessivi (9+5,6+14,8) al netto dei bonus.

Gia solo considerando i 23 milioni di euro incassati da Reijnders e Tonali la cifra sul bilancio 2026/2027 si attesterebbe in negativo di "soli" 7 milioni di Euro, ma il mercato è ancora vivo e c'è da considerare anche la questione stipendi.

Con il colpo Gila il Milan ha giocato il jolly dato che il giocatore continua a godere dei vantaggi del decreto crescita. Se lo si somma all'impatto invece di Ramos e Moreira l'incremento annuale sul monte ingaggi al lordo si attesta sui 21 milioni di euro lordi.

Parte di questa cifra, riporta la Gazzetta dello Sport, è stata però anche in questo caso già coperta dato che rispetto al bilancio 2025/2026 chiuso al 30 giugno, sono uscite le voci relative agli ingaggi di Fullkrug (non riscattato), di Bennacer (rescissione) ma anche di Odogu e Athekame (ceduti entrambi in prestito).

In sostanza l'impatto finora della voce stipendi si attesta sui 13 milioni di euro e di conseguenza l'impatto negativo solo per gli ingaggi sarebbe di 8 milioni di euro.

La soglia di tolleranza fra squad cost ratio e ricavi del club tornerà a diminuire ed è questa la voce più importante che il Milan dovrà tenere in considerazione.

Il limite deve essere del 70% per la Serie A e il passivo non deve superare i 30 milioni per evitare di entrare nel mirino della Uefa in chiave Fair Play Finanziario.

Per questo, considerando i mancati introiti della Champions, ma bensì quelli dell'Europa League che sono di molto inferiori, il Milan avrà comunque un incremento rispetto allo 0 degli introiti Uefa della scorsa annata che permette di compensare questa sofferenza imposta da questi 3 super colpi.

Per poter operare ancora, tuttavia, il player trading continuerà ad essere fondamentale, sia per l'immediato che per il futuro.

Ovviamente cedere i giocatori a titolo definitivo è ciò che tutti i club si augurano, ma nel caso del Milan stanno iniziando ad arrivare dei "sì" all'ipotesi prestito anche per nomi importanti come Nkunku (e vedremo se anche per Leao) proprio perché, su base annua, l'uscita di quota ammortamento + stipendio agevolerebbe comunque degli acquisti, anche a titolo definitivo in entrata. L'importante infatti non è il costo totale degli esborsi complessivi (per quello basta avere linee di credito e garanzie bancarie), bensì l'impatto annuo che calca la mano sui bilanci in corso.

Se dovesse uscire Nknunku anche soltanto in prestito, ad esempio, il Milan avrebbe margine per poter inserire in rosa un colpo da circa 17 milioni di euro di impatto su base annua fra costo di ammortamento e stipendio.

In sostanza, vendere o cedere per poter comprare ancora. Ma guardando più in generale alla prossima stagione, per poter evitare di dover ricorrere così pesantemente al player trading servirà prima di tutto un'ottima campagna in Europa League, ma soprattutto la qualificazione alla prossima Champions League.

Solo considerando la qualificazione a questa stagione, per fare un esempio, l'Inter ha già incassato dalla Champions più di quanto incasserebbe il Milan vincendo l'Europa League. Ecco perché il 4° posto minimo, è l'obiettivo più importante per tutti i nostri club.