Alessandro Florenzi non ha dubbi: Paolo Maldini poteva cambiare il calcio italiano.
E' stata un'estate turbolenta per la Nazionale e la Federazione, caratterizzata dalla rivoluzione targata Maldini e Leonardo avviata da Giovanni Malagò e poi bruscamente stoppata sul nascere, poco più di due settimane dopo l'insediamento dei due. Tutto si è fermato sulla nomina del nuovo commissario tecnico, lo stop ad Andrea Pirlo e la virata sul ritorno di Roberto Mancini ha portato all'uscita di Maldini e Leonardo e alla nomina di Claudio Ranieri come direttore tecnico azzurro.
Sul tema si è espresso anche Florenzi, ex terzino tra le altre di Roma e Milan, in un'intervista a Repubblica.
Florenzi ha lavorato con Paolo Maldini al Milan e a chi chiede se l'ex difensore poteva essere più elastico in Federazione risponde netto:
"Non sarebbe stato lui. Paolo ha bisogno di fare le cose a modo suo. Se si prende una responsabilità, lo fa al 100%. Ha sentito venire meno la fiducia, per coerenza ha fatto un passo indietro".
Florenzi non ha neanche dubbi su cosa avrebbe portato Maldini al calcio italiano:
"Ha parlato di Cruyff, di come ha cambiato il calcio spagnolo: voleva farlo anche lui in Italia e, per me, poteva riuscirci".
Maldini e Leonardo avrebbero voluto Andrea Pirlo come commissario tecnico azzurro, l'ex terzino commenta:
"De Rossi e Grosso erano gli altri nomi in ballo, con curricula simili ad Andrea. Qualsiasi scelta sarebbe stata criticata. Ma forse avevano visto più in là del naso. Se scegli Maldini, chiudi gli occhi e vai dritto con lui".
Oggi invece sulla panchina azzurra c'è nuovamente Roberto Mancini: "Era come una fratello maggiore, pronto al dialogo - spiega Florenzi -. È stato un fenomeno per come ha gestito quel gruppo. Sa trovare giovani e lanciarli, sa fare risultati. Noi ne abbiamo fatti 37 utili di fila, non è una cosa così normale. Dietro c’era un grande lavoro".
Con lui c'è Claudio Ranieri: "Una persona a cui voglio bene, come Paolo Maldini e Leonardo. È una scelta valida. Mi fa sorridere chi dice che Malagò ha selezionato solo suoi amici: al Coni ha fatto cose magnifiche, mica vuole il male dell’Italia. Spero Ranieri possa rifondare tutta la filiera del calcio giovanile. Ha esperienza, quando avrà capito dove mettere mano può rivoluzionare la situazione".
Florenzi non ha dubbi su quale sia il punto da ripartire. "Dalla formazione. Chi forma i ragazzi non può guadagnare una miseria: oggi spesso è un hobby, un secondo lavoro che tanti fanno senza patentino".
Eppure qualche giovane da cui ripartire per l'Italia c'è secondo Florenzi:
"Su chi punterei? Liberali del Como. Nelle amichevoli estive mi ha impressionato anche Bovio, il difensore dell’Inter. In ogni caso i ragazzi non vanno attaccati al primo errore, o considerati i salvatori della Patria. La nuova Nazionale deve essere come la nostra, un mix tra giovani e esperti, che trasmettano cosa vuol dire indossare la maglia azzurra. Così potremo fare di nuovo qualcosa di speciale".
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