Giovanni Malagò, Commissario della Figc, ospite dello Sport e Culture Festival di Mondovì, ritorna sulle motivazioni che lo hanno spinto alla guida del calcio italiano: "Vedere il calcio ridotto com'era, era un dolore per me, è stato un po' un richiamo della foresta. Noi dobbiamo recuperare l'orgoglio, anche nel calcio. Io penso che come gruppo, possiamo giocarcela con tutti. Donnarumma mi disse che apprezzavano la scelta di Mancini, e io ho sempre ascoltato innanzitutto gli atleti".
Malagò prosegue, come riporta Sportmediaset: "Parlando con Mancini, la prima cosa che gli ho detto è stata: prima della gara non vi starò mai tra i piedi, sarebbe un'invasione di campo, però io ci sono sempre, per tutti, nella gioia e nel dolore. Mi sono spogliato del ruolo di presidente del Club Italia, io di calcio ne capisco, ma come faccio a capirne quanto un Claudio Ranieri? Ranieri e Zola danno molta credibilità al nostro progetto. Oggi ci sono anche club importanti che stanno capendo quanto sia importante far giocare i giovani italiani".
"Mio padre cosa direbbe oggi? Il 22 giugno mi avrebbe detto che era orgoglioso di me, dopo, per quello che è accaduto, mi avrebbe chiesto ogni giorno di mandarli a quel Paese. Se comprerei una macchina da Abodi? Non mi risulta si sia mai occupato di auto…", aggiunge l'ex presidente del Coni.
Poi, sulla recente caso che lo ha visto passare dal ruolo di presidente della Federcalcio a quello di Commissario: "Sono stati mesi incredibili e faticosi. Mi ritrovo commissario. Però non abbiamo mai smesso di lavorare, dobbiamo fare qualcosa di diverso e coraggioso, l'unica cosa che non possiamo permetterci è stare fermi. Sul ct, molti dicevano che era sbagliato".
E infine: "Oggi mi ritrovo con un'U21 qualificata alla fase finale degli Europei, con l'ambizione di tornare alle Olimpiadi e questa è la squadra con cui giocheremo gli Europei del 2032 in casa. La Nazionale a novembre se la giocherà per andare ai quarti di Nations, in un girone di ferro e giocando bene, con entusiasmo, piena di esordienti e ragazzi giovani che potrebbero fare gli europei U21. Giocatori che gli italiani non conoscevano, su cui Mancini sta lavorando bene. E poi la nazionale femminile, che si gioca la partecipazione al mondiale. Siamo stati capaci? Non lo so, ma i risultati stanno arrivando".
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