Un'amichevole, una sgambata per mantenere il ritmo partita, continuare a rodare i meccanismi e proseguire con il lavoro di preparazione in questa sosta in vista della prossima gara di campionato in trasferta contro il Sassuolo, ma anche un test che ha dato la possibilità a Ruben Amorim di dare una possibilità ad alcuni dei suoi giocatori meno utilizzati di mettersi in mostra e al contempo valutare alcune nuove possibili soluzioni tattiche da adottare al rientro di tutti gli effettivi a Milanello.

La gara del Milan contro il Padova è stato tutto questo e qualche buono spunto, per il tecnico lusitano, è arrivato: dalla prestazione di Loftus-Cheek alle prove fornite - fuori ruolo - da Tomori e Diawara.

Ma andiamo con ordine.

E' dovere di cronaca partire da quella che è stata la partita in sé e dal risultato finale di questa sfida amichevole.

In quel del Centro Sportivo di Carnago, nella mattinata odierna, il Milan è sceso in campo contro il Padova in un match terminato con un pareggio per 1-1: Lorenzo Ossola è stato uno dei grandi protagonisti, siglando la rete del vantaggio rossonero, ma la sua rete non ha portato al successo la formazione di Amorim poiché il goal nel finale di Sgarbi ha permesso al Padova di pareggiare la gara.

La prima frazione è stata tutta a favore dei meneghini, abili a rendersi pericolosi con Hutchinson, Idrissi e Pulisic, ma è solamente l'ingresso di Ossola nella ripresa a dare una svolta alla partita.

Ottimo l'assist di Loftus-Cheek per il diagonale del giovane rossonero. Nel finale, come detto, è Sgarbi a trovare la via del pari.

Ma al di là di quello che è stato il risultato in sé rimane chiaro ed evidente come la concentrazione massima di Amorim e di tutto lo staff tecnico fosse sullo stato di forma e le condizioni atletiche di tutti quegli elementi che non hanno avuto modo di avere spazio in questo primo scorcio di stagione.

Il Milan, infatti, è sceso in campo con il seguente 11 titolare: Terracciano; Tomori, Gabbia, Gila, Diawara; Loftus-Cheek, Comotto, Terracciano; Hutchinson, Idrissi, Pulisic.

Un 4-3-3 fluido e dinamico che potrebbe essere una delle possibili chiavi di lettura della gara e una delle possibili future svolte a disposizione nell'arsenale tattico di Amorim. Ma oltre all'impostazione in campo in sé, ci sono alcune situazioni che vanno evidenziate con chiarezza.

In primis, la fiducia del tecnico portoghese nei confronti di Comotto, schierato come vertice basso di centrocampo: dal suo rinnovo estivo, l'ex Spezia non ha ancora trovato spazio e minutaggio in questa prima parte di annata sportiva. Il piano, nei suoi confronti, anche se ora rientreranno tutti i Nazionali, è quello di concedergli minuti in più in un periodo che vedrà il Milan impegnato su più fronti fra campionato ed Europa League, con sette gare da disputare in ventuno giorni.

Loftus-Cheek ha fornito alcuni segnali positivi da mezzala, così come Tomori e Diawara schierato negli inediti - per questa stagione - ruoli di terzini: il centrale inglese ha già dimestichezza sulla corsia di destra (dove in passato è stato schierato per esigenze tattiche o numeriche), così come il classe 2006 che ha esperienza nello svolgere il laterale difensivo sulla fascia mancina.

Amorim ha voluto dare dei segnali importanti a tutta la squadra e gli spunti che sono arrivati possono venire in aiuto nel prossimo periodo, denso di partite che cominceranno a dare forma alla stagione del Milan.

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