Con la finestra di mercato estiva che va verso la chiusura, il Barcellona ancora è alla ricerca di un attaccante. E lo vuole con caratteristiche specifiche: deve segnare, creare, pressare e muoversi con intelligenza. Trovare un sostituto con queste qualità è complesso, serve un alter ego di Julian Alvarez. Il sogno di strappare l’attaccante all’Atletico Madrid sembra svanito: il club spagnolo lo vuole tenere e chiede 200 milioni di euro.
Nel frattempo il Barcellona ha perso Robert Lewandowski, passato ai Chicago Fire a parametro zero e ha ceduto Ferran Torres al Paris Saint-Germain per 50 milioni. Sono arrivati Anthony Gordon dal Newcastle per 70 milioni e Karim Adeyemi dal Dortmund per 22, ma manca ancora un centravanti vero e forse un’altra punta prima della chiusura del mercato. Se si indugia, il club rischia di affidarsi a un giovane del vivaio o a un'ala adattata nel ruolo di centravanti fino a gennaio, uno scenario non ideale per chi punta al terzo titolo nella Liga di fila.
Prima di cercare nomi, il Barcellona deve capire che tipo di giocatore serve a Hansi Flick. Serve un attaccante capace di segnare con regolarità. Nella scorsa stagione Lewandowski e Ferran Torres si sono alternati come centravanti, totalizzando 30 goal in Liga.
Lamine Yamal, Dani Olmo e Raphinha offrono altre fonti di goal, perciò non serve un centravanti da 30 reti: ne bastano almeno 15, tra realizzati e assistiti. Insomma, il 9 ideale non deve solo segnare: deve creare occasioni, dialogare con i centrocampisti e aprire spazi. Serve anche abilità nel dribbling e nel gioco tra le linee. Terzo, e forse più importante, serve capacità di pressare e correre ad alta velocità. Flick vuole un pressing immediato dopo la perdita del pallone e una linea difensiva alta: l’attaccante deve guidare l’azione dalla prima linea.
L’addio di Lewandowski, 37 anni, apre all’allenatore tedesco nuove possibilità in questo senso. Gli acquisti di Gordon e Adeyemi confermano queste priorità: velocità e pressione sono requisiti irrinunciabili. Alvarez incarna quasi tutti questi aspetti, compresi i calci piazzati, ma ingaggiarlo appare oggi quasi impossibile.
Allora, chi prendere? Mikel Oyarzabal è l’opzione più logica. Attaccante della Real Sociedad, è stato fondamentale nell’ultima era d’oro della Spagna e conosce bene i giocatori del Barcellona, soprattutto Yamal, Pedri e Olmo, con cui ha condiviso anni in nazionale.
Il suo gioco unisce goal, creatività e intelligenza nel pressare le difese: nella scorsa Liga ha segnato 15 volte in 30 presenze da titolare, dimostrando di poter garantire il contributo offensivo richiesto. Ci sono però incognite: ha 29 anni, la Real Sociedad non sembra disposta a trattarne la cessione sotto i 75 milioni di euro della clausola rescissoria e, avendo sempre giocato nei Paesi Bachi, potrebbe non essere pronto a un cambio di rotta così avanti nella sua carriera.
Lautaro Martínez è un’opzione che incarna molte delle qualità cercate dal Barcellona. Da anni è tra i migliori centravanti in Europa: supera spesso quota 20 goal e minaccia gli avversari dentro e fuori area. Il problema è il suo ruolo: all’Inter non ha mai giocato da unica punta, ma affiancato da un altro attaccante come Thuram, Lukaku o Dzeko, che gli creano spazio.
Con la palla mostra istinto da centravanti e da trequartista, ma senza palla il quadro cambia. Adattarsi al pressing continuo di Flick potrebbe essere una sfida per un ventottenne con uno stile ormai consolidato.
Omar Marmoush sarebbe stato un ottimo acquisto per il Barcellona, grazie alle sue doti tecniche, alla velocità, al pressing e al fiuto del goal. Il nazionale egiziano possiede qualità che corrispondono ai requisiti di Flick. Tuttavia, secondo indiscrezioni, avrebbe già avviato trattative avanzate con il Tottenham, rendendo un trasferimento al Barcellona al momento difficile. Niente da fare, quindi, per il Barcellona.
La maggior parte degli attaccanti di fama internazionale, già affermati nei principali club europei, costerebbe al Barcellona una cifra enorme. La soluzione potrebbe essere trovare un giocatore meno famoso con caratteristiche simili a quelle di Alvarez.
Secondo i dati di "Gradient Sports", confrontando gli indicatori di gioco della punta argentina si possono individuare giocatori simili. Tra questi, Georges Mikautadze è il profilo più interessante. In due anni ha giocato con Metz, Lione e Villarreal, poi agli Europei 2024 ha brillato con la Georgia. Alla prima stagione in Spagna ha segnato 13 goal e servito 6 assist in 2.000 minuti. Non è solo un finalizzatore: ha un tocco raffinato in area, crea occasioni e si inserisce negli spazi. L’unico ostacolo è la clausola rescissoria, salita da 60 a 76 milioni a metà agosto. Una cifra vicina a quella di Oyarzabal, ma Mikautadze ha 25 anni e margini di crescita che ne aumentano il valore futuro.
Sebastiano Esposito offre un profilo diverso. Ex Inter, è stato considerato un talento, ma otto prestiti ne hanno frenato la crescita. Il trasferimento definitivo al Cagliari è stato un nuovo inizio. Nella scorsa stagione, schierato in coppia d’attacco, ha segnato 7 goal e servito 5 assist in campionato. Sa arretrare, girarsi e lanciarsi in profondità o servire passaggi negli spazi. La sua estate è stata caratterizzata da un problema extracampo: il Cagliari lo ha multato per aver saltato la preparazione senza permesso, in un contesto di controversia contrattuale. La sola somiglianza tecnica non basta per una scelta così importante.
Se il Barcellona volesse puntare su un giovane di prospettiva, Nicolo Tresoldi, 22 anni, è da tempo nel mirino degli osservatori grazie alle sue prestazioni con il Club Brugge. La sua squadra ha ceduto l’ala Christos Tzolis all’Arsenal per 40 milioni di euro, ma Tresoldi rimane comunque un nome molto apprezzato. Ha un ottimo fiuto per il goal, sa tenere palla anche sotto pressione e coinvolge i compagni di squadra nel gioco.
Matias Fernandez-Pardo, 21 anni, si è messo in luce nel 2026 con il Lille prima di approdare in nazionale belga ai Mondiali. Partito da ala, è diventato centravanti per gli infortuni della squadra. Ha mostrato grande velocità e abilità nel sfruttare gli spazi in contropiede, soprattutto in trasferta, ma deve ancora migliorare contro difese compatte e negli spazi stretti. Nonostante ciò, le sue doti fisiche, la velocità e i movimenti senza palla lo rendono, almeno in teoria, adatto al gioco di Flick. L’interesse dell’Atlético Madrid non è un caso: il club lo vede come un possibile nuovo Álvarez.
Hamza Abdelkarim è la scelta più audace. Il diciottenne attaccante è arrivato in prestito dall’Al Ahly al Barcellona a febbraio, poi è stato acquistato a titolo definitivo quest’estate per 1,5 milioni di euro. La preparazione precampionato gli ha offerto un’importante opportunità con la prima squadra. La carenza di alternative in attacco gli ha aperto le porte e le prestazioni offerte hanno convinto lo staff tecnico a continuare a puntare su di lui.
I quattro goal segnati in preparazione gli sono valsi elogi interni e dalla stampa spagnola, candidandolo a un posto nella rosa della prima squadra. Farlo diventare la soluzione principale al problema dell’attacco rappresenterebbe un rischio enorme. Il talento c’è e il potenziale sembra promettente. Ma affidare a un giocatore di questa età la responsabilità di guidare l’attacco del Barcellona per un’intera stagione sarebbe una decisione estremamente difficile.
Il Barcellona cerca un attaccante completo: goal, visione, velocità, pressing e gioco negli spazi stretti. Alvarez incarnava tutto questo, ma sostituirlo è quasi impossibile.
Oyarzabal è l’opzione più sicura. Lautaro offre grandi qualità ma solleva dubbi tattici, mentre Marmoush, pur essendo adeguato, sembra diretto verso il Tottenham. Opzioni più rischiose sono Georges Mikautadze ed Esposito. Tresoldi e Fernández-Pardo sono investimenti per il futuro, mentre Hamza Abdelkarim resta una giovane promessa che potrebbe rivelarsi la sorpresa della stagione.
Con la chiusura del mercato alle porte, il Barcellona ha due strade: pagare tanto per un giocatore pronto o puntare su un talento meno noto. Una cosa è certa: restare senza un vero rinforzo fino a gennaio potrebbe essere la scommessa più pericolosa per una squadra che vuole competere su tutti i fronti.
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