L'ex direttore sportivo dell'Inter e oggi diventato agente Marco Branca ha concesso una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport ricchissima di retroscena di mercato e non solo legati alla sua avventura in nerazzurro.

Dalle liti con Mourinho e Vieri ai colpi fatti, ai giocatori trattenuti contro ogni volontà e infine anche a quei giocatori che sono sfumati andando a fare le fortune altrove. Ecco alcuni passaggi.

"Quando Moratti mi propose di diventare capo scout? Avevo 38 anni: un po’ spa­ven­tato, ma soprat­tutto felice. Da cal­cia­tore pen­savo sem­pre: “Vedo cose che non vanno, per­ché non c’è un diri­gente con cui con­fron­tarmi?".

"Il confronto duro con Vieri? È stato lui a cer­carlo: se mi tra­sci­nano in qual­cosa, non mi tiro indie­tro"

"La trattativa più complicata? Forse quella per Sneijder: chiusa grazie ad uno stratagemma deciso con Ernesto Bronzetti, che non posso raccontare, e un quasi litigio con Mourinho. Anzi, senza quasi. Lui mi diceva che Wesley non sarebbe mai venuto. “Devi prendermi uno fra Pandev, Julio Batista e Van der Vaart”, visto che Deco costava troppissimo. Ma io volevo Sneijder: era perfetto. Ero stato al telefono fino alle 4 del mattino con il suo procuratore per convincerlo, quando Mou mi vede mi fa: “Bravo, ma non siamo riusciti a fargli fare l’ultimo allenamento prima del derby”. L’ho proprio mandato a quel paese".

"È vero che Francesco Guidolin le sconsigliò Maicon? Sì, diceva che non era un professionista"