Il Como non sbaglia, il Napoli sì. La lettura della vittoria di Fabregas su Allegri passa attraverso due episodi da sottolineare: gli svarioni di Olivera sul vantaggio di Baturina e il corto circuito tra Rrahmani e Anguissa sul raddoppio di Baturina. Nel mezzo c’era stata la prodezza isolata di Hojlund. Alla fine quasi mezz’ora di assedio napoletano, con un paio di occasioni vanificate da imprecisione o fuorigioco. Ma anche se la cronistoria della partita consente più di un rimpianto al Napoli, va detto - e sottolineato - che il Como è sempre apparso sicuro di sé e attento a gestire la fase difensiva con un possesso palla assai raffinato e organizzato.



Un po’ di commenti sui singoli. Eccoli. Meret incolpevole sui due gol subiti nella stessa buca d’angolino, al pari del capitano Di Lorenzo meno coinvolto degli dei compagni di reparto negli svarioni del primo tempo. Ecco, appunto: Rrahmani&Anguissa portano sulla coscienza il secondo gol comasco, Olivera il primo. Specificando gli errori: il difensore uruguaiano ha esibito un’uscita senza tempo e senza senso su Diao; il resto è arrivato da una costruzione dal basso esibita con colpevole superficialità dai due tra i giocatori più esperti.



Anche a centrocampo Anguissa non ha brillato (eufemismo). Compassato e impacciato, cioè irriconoscibile a prescindere dal cruciale errore difensivo sull’1-2. Messo in mezzo dai palleggiatori di Fabregas, pure Lobotka ha corso e passato spesso a vuoto, continuando comunque a guidare con ostinazione l’assalto finale. Nemmeno McTominay è riuscito a sfilarsi dalla opacità del centrocampo, dove in avanti (e anche indietro) si è sacrificato Politano, senza mai riuscire ad affondare. Più frizzante Noa Lang dall’altra parte, almeno in avvio. E non ancora coinvolto appieno Hojlund, che comunque non ha sprecato le occasioni avute, tanto da confezionare e realizzare lo splendido rasoterra del momentaneo 1-1.



Nella ripresa i cambi hanno dato molto, ma non abbastanza per risultare decisivi come a Genova. De Bruyne è stato ancora il più lucido e pericoloso, tanto da far rimpiangere l’impiego limitato a mezz’ora. Sulla fascia sinistra Spinazzola e Alisson hanno inciso relativamente, mentre Neres e Lucca hanno tentato solo nell’assedio finale. Quando ormai era troppo tardi e il Como si è chiuso fino a festeggiare la vittoria.

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Il Napoli volta pagina, anche perché non può far altro. Ma guarda con apprensione al calendario. La prossima sarà a San Siro con l’Inter, la prima in Champions con l’Arsenal al “Maradona”. Ovvero le squadre campioni d’Italia e d’Inghilterra. Come si dice in certi casi: ci sarà poco da stare… Allegri