Luciano Spalletti, tecnico della Juventus, ha rilasciato un'intervista a Tuttosport. Di seguito la seconda parte, dopo quella pubblicata nella giornata di ieri:
SULLA JUVE E I TIFOSI - "La Juve non ti dà diritti e ti misura in ciò che sei disposto a dare ogni giorno. Nel calcio puoi vincere con un solo tiro in porta, ma è impossibile conquistarsi la stima dei tifosi senza meritarla. Noi dovremo essere all'altezza, rendere la gente orgogliosa di noi: distruggiamo il campo e consumiamo il pallone, poi vedremo dove ci porterà questa attitudine".
SUL FIGLIO - "Mio figlio Federico quando sono arrivato alla Juve mi ha detto: "Davvero vieni qui? Ok, allora me ne vado io". Lui era già qui da osservatore e ora è andato al Genoa. Non voleva che fosse accostato a me, doveva avere la sua strada da talent scout ed è andato via davvero. Me l'aveva detto chiaramente".
SULLA SCORSA STAGIONE - "Cosa mi ha fatto più male della scorsa stagione? Non avere mantenuto il livello altissimo espresso per quasi tutta la stagione: ci è costata la Champions".
SU CARNEVALI - "Ci legano professionalità, amicizia e abbracci. I direttori, compresi Massara e Ottolini, sono competenti e affidabili. Mi basta questo per stare bene"
SULLA STAGIONE - "Sicuramente sarà una stagione di uomini forti. Per i destini forti ci stiamo attrezzando e lavorando, non abbiamo altre scappatoie. La zona di conforto è avere un destino di alto livello".
SU MCKENNIE - "Per McKennie abbiamo creato la "Weston zone", lui conosce ogni angolo del campo. E' una persona bella e viva, ti si mostra da solo. Lui ti dice: "Io sono fatto così". E' un grande uomo che sa fare tantissime cose. E' mediano, centrocampista, trequartista, gioca dove gli pare. Wes ha lo zaino pieno di medaglie da distribuire a chi l'ha allenato e chi lo allenerà. L'università è la nuova specializzazione nel calcio: conoscere tutto il campo è un obbligo ormai".
SU ALAJBEGOVIC - "Alajbegovic è uno che può veramente stupire. Dobbiamo riuscire a creargli un contesto più familiare e tranquillo. Così potrà crescere più velocemente. Si deve creare una relazione forte tra la squadra e le potenzialità dei singoli giocatori".
SU ZHEGROVA - "Se solo si completasse ancora un po' vedrete Zhegrova: può diventare un top"
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