Archiviata la trasferta dell'Olimpico contro la Lazio per il Milan è tempo di iniziare l'avventura in Europa League. Il primo avversario sarà il Benfica dell'ex Manuel Rui Costa, una sfida speciale per diversi giocatori rossoneri. Ruben Amorim presenta la sfida nella consueta conferenza stampa della vigilia: "È un'occasione fondamentale, è la prima partita di Europa League. Non vediamo l'ora di iniziare. Sappiamo delle due finali di Champions. Rui Costa è il presidente del Benfica ma un riferimento importante del Benfica. Io anche ho un passato nel Benfica ma sono qui per vincere. È una partita particolare perché è la prima di Europa League".
Nel 2025 è arrivato in finale con il Manchester United, conosce la competizione. L'obiettivo qual è? Almeno arrivare in finale?
"Parliamo di una competizione e l'obiettivo è ovviamente vincere. Il nostro obiettivo è di arrivare in fondo, ci sono tante squadre competitive: la differenza la fa poter contare su una rosa degna di questo il nome. Se c'è la motivazione penso che si possa vincere qualsiasi competizione e partita, ricordando che l'obiettivo è solo uno: vincere".
Dopo Lazio-Milan che riflessioni ha fatto con il suio staff per la formazione della partita di domani?
"Contro la Lazio c'è stato un cambio di atteggiamento da un tempo all'altro: ho fatto le mie valutazioni, non riguarda solo 2-3 nomi ma c'è stato un atteggiamento diverso. Non sono uno che tiene sempre lo stesso 11. C'è stato un cambiamento di atteggiamento generale. Dobbiamo considerare anche che ci troviamo in settimane in cui dobbiamo gestire più partite e quindi pensiamo non solo al Benfica, ma anche al Lecce. Comunque, contro la Lazio è stata una questione di atteggiamento".
Si era parlato nei mesi scorsi della possibilità che allenassi il Benfica, può confermarlo?
"Avevo le idee chiare. C'era la possibilità che tornassi a lavorare in Portogallo, ma ho deciso di no. Se avessi ricevuto una chiamata da un club portoghese avrei detto di no. Poi il Milan mi ha chiamato e non potevo dire di no. Non sarei tornato in Portogallo, ho scelto il Milan e sono contento di questa decisione importante".
Su Modric:
"Per far sentire Luka a suo agio in partita, dobbiamo avere a lungo il possesso palla. Mi vengono in mente a memoria forse sette passaggi sbagliati senza alcun tipo di pressione, in cui abbiamo perso palla e trasformato la gara in una corsa continua. E questo non è il tipo di gioco che Luka deve fare. Pertanto, per schierare un giocatore come Luka, perché lo vogliamo in certe situazioni di gioco e in determinate partite, dobbiamo avere qualcuno capace di ragionare molto bene con il pallone tra i piedi. È questa l'idea quando gioca Luka. Tuttavia, potevamo anche notare - ed è curioso come tutti abbiano un'opinione definitiva sui giocatori settimana dopo settimana - che solo una settimana fa, contro la Juventus, si diceva che Moreira non fosse pronto, avesse giocato male e non fosse riuscito a combinare nulla. Una settimana dopo diciamo che Moreira è l'eroe del Milan. Il calcio è proprio questo. Non trarrò alcuna conclusione affrettata sulla prestazione di Luka. Per iniziare, perché ha già vinto il Pallone d'Oro e so quanto vale, e poi so che ogni partita ha la sua storia. Non so se giocherà domani, ma Luka è un giocatore importante nella nostra squadra che ci aiuterà nel corso della stagione. Quindi non traggo giudizi definitivi sui giocatori di settimana in settimana: so cosa valgono e cerco di gestire il momento di ciascuno di loro".
Su Hutchinson:
"È pronto per giocare. Può partire dal primo minuto. Vedremo domani, non voglio svelare l'undici titolare perché Marcus sta sicuramente guardando la conferenza ed è molto intelligente; quindi è un’opzione. Non dirò altro sull’undici iniziale, ma Hutchinson è abile e arruolabile”.
Sta seguendo cosa sta facendo il Benfica di Marco Silva? Possono vincere l'Europa League?
"Il Benfica può vincere qualsiasi partita, perché ha un grande allenatore e perché ha i giocatori per farlo. Quello che dicevo in Portogallo, lo dico allo stesso modo anche qui in Italia. Penso che a volte ai club portoghesi venga attribuita una responsabilità che non dovrebbero avere, poiché non dispongono delle stesse condizioni di altri club e, nello specifico, di quelli italiani. E con questo sto mettendo ancora più responsabilità dalla mia parte, ma è quello che ho sempre detto in Portogallo ed è ciò che dico ora. Tuttavia, guardando l'allenatore, guardando la squadra e la rotazione che a volte si può fare nel campionato portoghese, è possibile se tutto va per il verso giusto. Vedo un Benfica nettamente molto forte, con un'identità ben precisa e del tutto capace di vincere il campionato. Per quanto riguarda l'Europa League, però, bisogna capire che la responsabilità principale non può ricadere sui club portoghesi. So come si parla a volte in Portogallo delle squadre portoghesi, sostenendo che debbano vincere ogni partita in Europa; quindi non sarò certo io a mettere questa pressione su Marco Silva. È una squadra che può chiaramente vincere, perché già in passato le squadre portoghesi hanno dimostrato di poter arrivare lontano, proprio come noi. Ovviamente guardo la mia squadra, vedo altre forti compagini inglesi, non so come andrà la nostra stagione, ma vedo anche noi con una certa responsabilità di arrivare lontano in Europa League. Di conseguenza, questa è la mia risposta: sono capaci di vincere, hanno l'allenatore e i giocatori per farlo, e possono fare questa rotazione in campionato. Credo che non debbano avere questo peso, perché i club portoghesi fanno già tantissimo, a volte con molto meno rispetto agli altri. Il Portogallo mi manca, sì, ma ora sono qui e penso di rimanerci diversi anni. Posso dire che Milano è la mia seconda casa".
Commenti