Sette giorni all'ora X. L'Inter di Cristian Chivu, impegnato nell'amichevole di Ferragosto contro il Betis Siviglia scende in campo per l'ultimo test prima del debutto ufficiale in stagione, previsto per sabato 22 agosto alle 18.30 in casa a San Siro contro il Monza neopromosso e tornato in Serie A dopo un lungo percorso culminato con la vittoria dei playoff di Serie B. Esordio da non fallire per ricominciare esattamente da dove i nerazzurri avevano finito, ovvero con la vittoria del double in Italia e con l'obiettivo dichiarato di migliorare sensibilmente il percorso in Champions League.
Vediamo dunque, a una settimana dal via, cosa funziona e cosa non funziona fra campo e mercato.
L'Inter di Cristian Chivu, nonostante rivoluzioni annunciate e pluri-commentate riparte ancora una volta dalla certezza di quel 3-5-2 ereditato e assimilato ormai da tempo dall'intero spogliatoio. Le amichevoli, soprattutto quelle della tournée asiatica hanno mostrato una squadra in palla e con idee tattiche chiare. L'inserimento di Aleksandar Stankovic come alternativa in regia di Calhanoglu sta iniziando a funzionare e a proposito di certezze, anche Federico Dimarco sembra già tornato in forma campionato. Sta funzionando molto bene anche l'esperimento di trasformare Andy Diouf in esterno a tutto campo, tanti goal e giocate offensive per lui finora.
Sicuramente, almeno finora, non funziona il fatto che la coppia d'attacco titolare non abbia fatto neanche un minuto di partite. Lautaro e Thuram sono tornati tardissimo dal post-mondiale e c'è soprattutto l'incognita del francese che ha giocato 1 solo minuti con la Francia per diversi problemini fisici.
Non hanno funzionato inoltre né Luis Henrique, né Carlos Augusto, ormai retrocesso di posizione ad alternativa a Bastoni ma spesso svagato in fase difensiva. Il fisico di Pio Esposito, infine, non gli permette di essere ancora brillante come nel corso della scorsa stagione, servirà un po' di tempo, ma come detto all'inizio, toccherà ancora a lui trascinare l'attacco interista all'esordio.
Serviva un colpo in difesa e uno in fascia per sostituire Dumfries e sono arrivati due rinforzi di grandissima qualità come John Stones (a parametro zero) e Djed Spence (35 milioni dal Tottenham). E grazie a loro e al rientro di Pavard la rosa numericamente si potrebbe definire completa. Inoltre è stato rinforzato anche il centrocampo con il ritorno di Stankovic che potrà garantire un futuro anche se Calhanoglu dovesse dire addio alla fine della prossima stagione.
Bisseck e Pio Esposito, infine, hanno già trovato i rispettivi accordi (ufficiale il primo non ancora il secondo) per rinnovare i contratti e garantire futuribilità ai progetti creati per entrambi.
L'Inter non si è fatta prendere dal panico, ma le difficoltà ci sono state, e tante, sia in entrata, ma soprattutto in uscita. Palestra resta una brutta figura e una ferita aperta che Spence ha per ora ricucito. Romero inseguito a lungo alla fine non è arrivato e su Khalaili è stata più sfortuna che altro, ma ha costretto l'Inter a virare sul piano C in fascia.
In uscita invece che i 30 milioni ipotizzati, per Frattesi ne sono stati incassati soltanto 5, lasciando anche il dubbio su un possibile ritorno a Milano a fine anno del centrocampista italiano. Infine sono ancora in rosa sia Asllani che Pavard, due giocatori considerati a lungo fuori dal progetto e per cui il club ha fatto fatica a trovare una sistemazione (e il francese alla fine rimarrà).
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