Buona la prima per Djed Spence all'Inter.
Il laterale inglese era l'unico giocatore di movimento della rosa nerazzurra a non aver ancora giocato in questa stagione.
Terminato il processo di riatletizzazione durante la lunga sosta per le nazionali, il classe 2000 è finalmente a disposizione di Cristian Chivu.
L'allenatore lo fa entrare dalla panchina al posto di Andy Diouf a un quarto d'ora circa dal novantesimo nel turno casalingo agevolmente vinto 3-0 contro il Parma.
Spence aveva già giocato due volte allo Stadio Meazza 2 anni e mezzo fa, quando era in prestito al Genoa, prima contro l'Inter e poi contro il Milan.
San Siro lo accoglie con affetto e il nazionale inglese ricambia, scrivendo sui social nel dopo-gara: "Che emozione! Ho aspettato 2 lunghi mesi questo momento, è un onore debuttare a San Siro. Grazie mille per l'accoglienza, mi sono venuti i brividi. Sono pronto a metterci anima e corpo, non vedo l'ora di tornare in campo. Forza Inter!".
Chivu frena giustamente: "Godiamoci la prima di Spence, ma non dimentichiamoci che è stato fuori 2 mesi e ha fatto soltanto una settimana di allenamenti in gruppo. Non dobbiamo chiedergli troppo, altrimenti rischiamo di mandarlo fuori giri. Ora speriamo che, giocando e allenandosi tutti i giorni, possa crescere di condizione".
In una ventina di minuti giocati Spence effettua un recupero, 12 passaggi riusciti (70%) di cui uno chiave e 9 in avanti. Mettendo già in mostra la sua qualità principale: una gamba da quattrocentista, che infiamma subito il pubblico.
Infatti Spence è il calciatore più veloce della partita con una velocità massima nello sprint di 29,016 km/h: il suo personal best è di 36,62 km/h.
Giusto per farsi un'idea, riescono a fare meglio pochissimi altri suoi colleghi come il francese Mbappé del Real Madrid (37,9 km/h), l'olandese Botman del Newcastle (39,21 km/h) e il portoghese Gabriel Silva dello Sporting Lisbona (40,3 km/h).
Se e quando riuscirà a ripetersi, Spence batterà il record nerazzurro di 34,8 km/h stabilito da un certo Denzel Dumfries. Proprio il giocatore che è chiamato a non far rimpiangere e per cui l'Inter lo ha acquistato per 30 milioni di euro dal Tottenham, mettendolo sotto contratto per 5 stagioni fino a giugno 2031 con un ingaggio da 3 milioni di euro netti all'anno.
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