Il futuro di Luka Modric sarà ancora al Milan. Il centrocampista croato ha scelto di rinnovare di un altro anno il suo contratto che era scaduto lo scorso 30 giugno e si è legato ancora ai colori rossoneri. Oggi, intervistato dai canali ufficiali del club, ha parlato a tutto tondo della scelta fatta, alzando l'asticella sugli obiettivi del club che non deve più puntare soltanto al 4° posto.


"L'infortunio con la Juventus? Non ho mai pensato che potesse la mia ultima gara con il Milan. Avevo tanta voglia di ritornare a giocare subito questa stagione. Non ero a mio agio con la mascherina protettiva, ma in campo non mi sentivo al meglio. Ma non ho mai pensato che potesse essere la mia ultima gara con il Milan. Dentro di me sapevo di voler continuare, ma allo stesso tempo dovevo verificare altre cose che mi permettessero di farlo. Adesso sono qui e sono molto felice di essere tornato".

"Se devo riassumere tutto in una sola parola dico 'frustrazione', perché fino alla parte finale della stagione stavamo facendo bene, giocando bene e ottenendo risultati fino al mese di marzo. Fino a quel momento, eravamo in lotta per il titolo.

Per me è stato davvero un momento difficile. Non abbiamo raggiunto il nostro obiettivo, ma a me sono rimaste molte altre cose, come l'atmosfera che si respira nel Club, nello spogliatoio, come ci siamo comportati, siamo sempre rimasti uniti e si è creato un tutto; questo mi ha fatto sentire tanto rispetto da parte di tutti".

"Sono sempre rimasto in contatto con le persone del Milan e, nonostante fossi al Mondiale, ho sempre avuto in testa il Milan. Avrei potuto firmare il prolungamento di un anno in ogni momento della stagione, anche a dicembre, ma prima volevo ascoltare il mio corpo, e capire come mi sentissi, quanta fame avessi, quanta passione avessi di giocare ancora.

Il Milan ha dimostrato quanto ci tenesse a me e al fatto che facessi parte di questo nuovo progetto: era quello di cui avevo bisogno, quello che volevo sentirmi dire. Ne ho parlato con la mia famiglia e ho deciso di rimanere. Ogni giocatore ha bisogno della fiducia e dell'amore del club, dei tifosi, dei compagni, di chi lavora nella squadra".

"Ho sentito l'amore dei tifosi del Milan sin dal primo giorno e ovunque mi trovassi: per strada, sui social, ovunque. Quando provi così tanto amore, l'unica cosa che vuoi fare è restitutre qualcosa ai tifosi e al club e dare tutto te stesso per provare a rappresentare il Milan nel miglior modo possibile.

Ho giocato nel più grande club del mondo, il Real Madrid, ma la mia sensazione è che il Milan sia allo stesso livello.

Chi parla del Milan, lo fa in maniera diversa rispetto ad altri club. E quando arrivi qui, capisci perché: è uno dei club più importanti del mondo, chi ci lavora lo rende grande, i tifosi. Ho capito come mai il Milan sia così grande"

"La mia missione è dare il massimo e aiutare la squadra a vincere il più possibile. Sono tornato come se dovesse essere la prima volta e dovessi vincere. Non serve parlare molto: ora dobbiamo agire.

Se giochi in un club come il Milan, la cosa più normale è pensare di voler vincere e non solo centrare la qualificazione in Champions. Devi puntare al massimo: per questo sono qui, questo è il mio obiettivo".