La Svizzera non avrà a disposizione Granit Xhaka nel corso di questa pausa per le nazionali, ma la motivazione non è di natura fisica, bensì ben più seria. Sabato il quotidiano svizzero Blick ha riferito che il giocatore, tramite un medico di Lucerna, aveva ottenuto un certificato falso che attestava la sua vaccinazione contro il COVID-19, pur non essendosi vaccinato.
All’inizio di questo mese le autorità hanno smascherato e incastrato il medico con il nome di Xhaka che è emerso nell’indagine sul traffico illegale di certificati.
Il centrocampista ha ammesso i fatti e ha dichiarato che sta collaborando con le autorità: "È stato un mio errore. All’epoca ero molto diffidente. Me ne rammarico profondamente", ha dichiarato.
Xhaka sarà interrogato in Svizzera a inizio ottobre e per questo ha rinunciato alle prossime quattro gare di Nations League. Cosa rischia? A livello penale una multa e, teoricamente, anche una pena detentiva sospesa però con la condizionale.
In questa finestra lunga per le nazionali la Svizzera affronterà Macedonia del Nord, Scozia, Slovenia e ancora Macedonia del Nord. A 33 anni, Xhaka vantava 152 presenze con la Svizzera e teoricamente sarebbe stato ancora una volta il capitano della nazionale elvetica, ma questa inchiesta lo terrà fuori dal giro del ct Murat Yakin.
Commenti