Il Portogallo va che è una meraviglia con il nuovo ct Jorge Jesus: due vittorie su due gare ma a tenere banco è sempre Cristiano Ronaldo con le sue lune, i goal che mancano e le smorfie colte in primo piano dalle telecamere durante il match vinto contro la Norvegia ma in cui non è sceso in campo neanche per un minuto.
Come prevedibile, l’attaccante dell’Al-Nassr non l’ha presa bene e al triplice fischio finale ha salutato la compagnia, fuggendo negli spogliatoi anziché unirsi ai compagni nei festeggiamenti e nel salutare i tifosi. Nel post gara l’allenatore che lo ha allenato anche in Arabia Saudita l’ha dovuto difendere ma non ha mancato anche di punzecchiarlo.
Anzitutto, i dati. In 234 presenze con il Portogallo si è trattata solo dell’ottava gara ufficiale iniziata dalla panchina per lui. L’ultima volta era successo nel settembre 2024 con la Scozia, quando però era entrato in campo. Incluse le amichevoli, era rimasto out per tutto il match nel giugno 2024 contro la Croazia ma se si considerano solo le partite ufficiali non accadeva dal 2008 (contro la Svizzera, girone degli Europei). Un unicum, insomma, per il cinque volte Pallone d'Oro.
Nonostante la vittoria, a Jorge Jesus sono piovute tantissime domande sulla punta 41enne e sulla sua reazione al fischio finale. Prima della fuga negli spogliatoi, l’ex Juve si era fatto notare per diverse smorfie e gesti di insofferenza, catturate dalle telecamere puntate fisse su di lui per tutti i 90 minuti della gara e che ne hanno spiato ogni singolo movimento.
Interrogato dai media lusitani, Jorge Jesus ha sbolognato così la questione: "Stavo pensando di far entrare Cristiano in campo per mezz’ora ma poi la partita si è messa in un'altra maniera. Ho quindi capito che non era il momento giusto per farlo subentrare. Non è stato per motivazioni fisiche, era pronto per giocare e ricordo che abbiamo ancora due partite davanti. Ho ritenuto non fosse il momento ideale per farlo entrare, avevo bisogno di un giocatore con altre caratteristiche, ma questo non significa che sia fuori dalle opzioni, al contrario. In Danimarca, magari sarà lui a giocare. Parlerò con lui, la nazionale è la nazionale”.
Già nell’ultimo match, vinto di misura sul Galles, Jesus aveva sostituito CR7. Quindi, aveva giustificato il cambio così: “Avevo bisogno di qualcuno in grado di pressare i due difensori centrali. Cristiano non lo faceva più, non poteva dare molto in quel momento”.
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