Rubén Amorim si prepara alla prima sfida di campionato - contro il Sassuolo di Alberto Aquilani - dopo la lunga pausa, il primo appuntamento ufficiale di una sequenza di nove gare nel prossimo mese. Dopo i neroverdi, trasferta di Europa League a Salisburgo, poi Atalanta, Bournemouth, Udinese, Bologna, Inter, Ferencvaros e Genoa. Un autentico tour de force tra campionato ed Europa League che “obbligherà” l'allenatore portoghese ad una inevitabile gestione delle forze e degli uomini, considerando anche il differente minutaggio a cui sono stati sottoposti i calciatori convocati dalle rispettive nazionali.

A livello di infermeria, questo break ha portato in dote la brutta notizia del grave infortunio alla caviglia per Alexis Saelemaekers, costretto ad un intervento chirurgico che lo terrà ai box per almeno quattro mesi. Una perdita importante per le qualità e l'equilibrio tattico che il belga avrebbe garantito nell'idea di gioco di Amorim, che già prima del break di metà settembre aveva iniziato a proporre un'idea di calcio più eterogenea e meno integralista rispetto al 3-4-2-1 di partenza. Cambiano gli interpreti e con essi alcune modalità di portare avanti princìpi che restano centrali come l'idea di esercitare nei novanta minuti un pressing più coraggioso ed un controllo del gioco in possesso maggiore.

In questa ottica, il pieno recupero di Pervis Estupinan – uscito acciaccato dagli impegni con la nazionale ecuadoriana (leggera distorsione al ginocchio) – consegna ad Amorim una vasta gamma di possibilità a partire già dal match di domenica contro il Sassuolo. Nel quale potrebbe fare la sua comparsa questa variante del 4-4-2 che contemplerebbe la presenza di una seconda punta al fianco di Gonçalo Ramos. Un sistema di gioco che da un lato offre l'occasione di avere una copertura del campo migliore in ampiezza, dove il Milan confida di poter sfruttare due giocatori destinati ad essere sempre più centrali come Chukwueze e Moreira. Che apre a maggiori chance nelle rotazioni difensive, a centrocampo, dove giocatori sin qui poco coinvolti come Tomori, Gabbia, Bartesaghi, Comotto e Camarda (senza dimenticare Hutchinson e Loftus-Cheek) potrebbero aumentare il loro contributo alla causa. Ma che al tempo stesso presenta una certa penuria di alternative alla voce “esterni”, anche in considerazione delle scelte che sono state in estate, per esempio con la cessione in prestito di Athekame.

Per cominciare, a Reggio Emilia si potrebbe vedere una linea a quattro davanti a Maignan, formata da Gila, De Winter (in ballottaggio con Gabbia, che nelle ultime tre settimane ha lavorato con continuità dopo aver superato i fastidi fisici di inizio stagione), Pavlovic ed uno tra Bartesaghi ed Estupinan. In mediana, andrà valutato il dispendio di energie avuto da Modric con la Croazia, oltre ai postumi del viaggio intercontinentale di Musah, per comprendere chi agirà al fianco di Rabiot. Chukwueze e Moreira dovrebbero agire sulle due corsie laterali, mentre all'intoccabile Gonçalo Ramos dovrebbe essere affiancato un altro giocatore che durante la sosta ha lavorato con profitto a Milanello, ossia Pulisic.