Lamine Yamal torna a parlare. La stella del Barcellona e della Spagna già da tempo si sta tirando la volata per il prossimo Pallone d’Oro e, intervistato dal Guardian, ha affermato che il titolo mondiale e gli altri successi non hanno diminuito la sua voglia di trionfi individuali.


La stella del Barcellona ha riflettuto sull’atmosfera della finale dei Mondiali. Non avrebbe mai voluto che finisse. «Eravamo in finale ai Mondiali e volevo continuare a giocare. Non ho mai pensato: “Che fischi la fine”, mi stavo divertendo».

Ha aggiunto: «Il terzino è come un robot che cerca di fermarmi. I robot sono quasi perfetti, ma un essere umano ha qualcosa che loro non hanno. Il calcio è diventato meccanico, ma ci sono giocatori con una scintilla speciale. Il Barcellona mi ha dato controllo e intelligenza calcistica; in strada si impara a sfidare l’avversario e poi a tornare indietro. Io unisco queste due cose. Non gioco per i soldi, gioco per divertimento. Quando prendo la palla e sento la gente alzarsi, mi sento più forte di chiunque altro. Mi sento come Superman o Spider-Man».


«Nel calcio non c’è paura. Ho visto mia madre lottare perché io potessi giocare, e ho visto mio padre raccogliere rottami per le strade perché io potessi mangiare. Quella sì che è paura. Ora, se devo aiutare la mia famiglia, posso farlo. So che il calcio è solo lo 0,000001% della vita», ha detto Lamine Yamal.


Poi sulla famosa foto che lo ritrae da bambino accanto a Lionel Messi e che è rimasta nascosta per 17 anni su sua richiesta, ha aggiunto: «Ho chiesto a mio padre di cancellarla da Facebook. I paragoni erano fin troppo facili, e io volevo essere Lamine, non volevo essere Messi».


Infine, per quanto riguarda la corsa al più ambito premio individuale, lo spagnolo non ha nascosto la sua ambizione e ha ribadito di ritenere di meritare il riconoscimento da tempo.


«Non è solo quest’anno, gioco a un livello da Pallone d’Oro ormai da tempo. Tutti sanno che sono un giocatore diverso».