Non solo le bordate al Milan (LEGGI QUI) nella lunga intervista concessa dall'ex allenatore portoghese ed ex-centrocampista Sergio Conceicao, una carriera quasi intera in Serie A, giocando in squadre come Parma, Lazio e Inter e con il figlio Chico che oggi gioca nella Juventus.
Il passato da calciatore è rimasto ben impresso nella memoria dell’oggi ex-allenatore portoghese del Milan, che nel corso dell'intervista ha percorso la sua esperienza italiana.
"Da giocatore, il mio modo di essere non era mai quello di essere contro qualcuno. Piuttosto avevo la mia grande ambizione, la mia grande voglia di giocare, di essere protagonista. Avevo una grandissima voglia di arrivare ai vertici, senza mai danneggiare nessuno e senza voler essere un cattivo compagno di squadra. Però, diciamo che avevo quella voglia smisurata, quella “acidità” agonistica, che per l’allenatore credo fosse complicata da gestire"
La squadra della Lazio in cui ho giocato era di altissimo livello e ha dato al calcio diversi allenatori: Inzaghi, Simeone, Mancini… Ma durante gli allenamenti non si parlava soltanto di tattica: c’era una grande confusione, non potete immaginare. Avevamo lì personalità molto forti. Nei miei due anni alla Lazio abbiamo vinto cinque o sei trofei, avevamo una squadra fantastica. Siamo riusciti a vincere uno dei due campionati che il club ha conquistato nella sua storia, abbiamo vinto la Supercoppa Europea, l’ultima Coppa delle Coppe, se non ricordo male, lo Scudetto, la Coppa Italia, la Supercoppa Italiana e ci è mancata soltanto la Champions League. Siamo arrivati ai quarti di finale, credo, dove abbiamo affrontato il grande Valencia di Héctor Cúper. Abbiamo perso una partita in una di quelle serate in cui non è andato bene nulla, ed è stato un grande rammarico perché credo che avessimo una squadra in grado di vincere anche la Champions"
"Poi all’Inter sono arrivato in semifinale di Champions League, in un derby Inter-Milan in cui dall’altra parte c’era Rui Costa. Abbiamo pareggiato 0-0 e 1-1, ma l’1-1 è arrivato nella partita in casa e siamo stati eliminati per la regola del gol in trasferta. Quell’anno il Milan è arrivato in finale contro la Juventus e Rui ha vinto la Champions. Anche all’Inter avevamo una squadra fantastica, con Materazzi, Vieri, Recoba, Zanetti, Córdoba, Toldo… Una grandissima squadra. Altri tempi!"
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